Mosca, arrestato un ucraino per l’omicidio del generale Moskalik: l’Fsb accusa Kiev

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I servizi segreti russi hanno annunciato l’arresto di un uomo, identificato come Ignat Kuzin, 32enne originario della regione ucraina di Sumy, sospettato di aver piazzato l’ordigno che ha ucciso il generale Iaroslav Moskalik. L’esplosione, avvenuta il 25 aprile a Balashikha, sobborgo della capitale, ha distrutto l’auto su cui viaggiava l’alto ufficiale, già vice capo del comando operativo dello Stato maggiore fino al 2021.

Secondo l’Fsb, citato dall’agenzia Ria Novosti, Kuzin agiva per conto dei "servizi speciali ucraini". Avrebbe acquistato il veicolo, modificato per ospitare l’esplosivo, prima di parcheggiarlo lungo il tragitto abituale della vittima. La detonazione, precisa la ricostruzione, sarebbe stata attivata da remoto, "con un segnale partito dal territorio ucraino". Kuzin, che possiede un permesso di residenza in Ucraina, è ora accusato di aver eseguito materialmente l’attentato.

Moskalik, figura di rilievo nell’apparato militare, era considerato un ufficiale di collegamento tra i vertici delle forze armate e il ministero della Difesa. La sua eliminazione – se confermato il ruolo di Kiev – rientrerebbe in una strategia di colpire obiettivi sensibili oltre le linee del fronte. L’episodio, uno dei più eclatanti dall’inizio del conflitto, riaccende tensioni già acute, mentre Mosca ribadisce la tesi di un coinvolgimento diretto dei servizi ucraini.

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