Mosca, fermato un ucraino per l’attentato al generale Moskalik
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Redazione Esteri
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L’Fsb, il servizio segreto russo, ha annunciato l’arresto di un uomo accusato di essere un “agente dei servizi speciali ucraini” e di aver orchestrato l’attentato che venerdì 25 aprile ha ucciso il generale Iaroslav Moskalik, membro dello stato maggiore delle forze armate. L’individuo, identificato come Ignat Kuzin e originario della regione di Sumy, avrebbe agito con un piano meticoloso: dopo aver acquistato un’auto, vi avrebbe collocato un ordigno esplosivo artigianale, parcheggiandola poi a Balashikha, cittadina a est della capitale.
Secondo la ricostruzione dell’Fsb, ripresa dall’agenzia Ria Novosti, l’esplosione sarebbe stata attivata a distanza “dal territorio ucraino” nel momento in cui Moskalik usciva da un edificio. Il generale, che fino al 2021 era vice capo del comando operativo dello Stato maggiore, è rimasto ucciso sul colpo. Le dinamiche, se confermate, indicherebbero un’azione mirata e ben coordinata, sebbene Kiev non abbia ancora rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.
L’arresto di Kuzin rientra in un contesto di crescente tensione tra Russia e Ucraina, dove episodi simili, seppur rari, non sono nuovi. L’Fsb ha fornito pochi dettagli sulle prove a sostegno delle accuse, limitandosi a descrivere l’operazione come il risultato di “attività investigative complesse”. Resta da chiarire, tuttavia, se l’uomo agisse da solo o come parte di una struttura più ampia, così come la reale portata del suo legame con i servizi ucraini.
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