Borsa di Caracas in euforia dopo la caduta di Maduro, ma il paese resta nella morsa del regime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notizia della cattura del leader venezuelano, conseguita a seguito di un'operazione militare statunitense voluta dal presidente Donald Trump, ha scatenato un'ondata di ottimismo tra gli investitori, facendo impennare il principale indice della Borsa valori di Caracas di oltre il 130% rispetto ai livelli registrati prima del blitz. Una reazione che contrasta platealmente con l'atmosfera di timore che ancora pervade le strade del paese sudamericano, dove il controllo esercitato dalle strutture residue del regime chavista continua a pesare nonostante la figura della presidente ad interim, Delcy Rodriguez, operi ormai sotto il rigido controllo politico della Casa Bianca.

La narrativa ufficiale tra cooperazione e accuse di tradimento

Mentre Caracas cerca di minimizzare l'importanza delle forniture di petrolio consegnate agli Stati Uniti in un quadro di apparente collaborazione, la macchina della propaganda interna lavora a pieno regime per soffocare ogni dissenso. Lo dimostra il mantra "dubitare è tradimento", associato pubblicamente al ministro dell'Interno, che è diventato un monito per chiunque osi mettere in discussione la versione ufficiale degli eventi. Una strategia comunicativa, definita nel corso di una riunione di alto livello a gennaio, che mira a presentare una nazione unita contro quella che viene dipinta come un'aggressione imperialista, una narrativa che fatica a conciliarsi con la contemporanea ammissione di una attiva cooperazione con quella stessa potenza.

Geopolitica e interessi economici dietro l'intervento

Secondo analisti come Gabriel Gimenez Roche, professore associato di economia, l'operazione in Venezuela andrebbe inserita in una cornice geopolitica più ampia, finalizzata a indebolire ulteriormente l'influenza russa dopo l'invasione dell'Ucraina e a riorganizzare gli equilibri in aree critiche come il Medio Oriente. Una visione che ridimensiona la centralità della mera questione petrolifera, pur senza escluderla dal novero delle motivazioni. La complessità degli obiettivi – contrasto al narcotraffico, gestione dei flussi migratori e sicurezza energetica – rende difficile stabilire una gerarchia precisa, lasciando ampi margini di ambiguità sull'evoluzione futura della presenza americana nella regione.

L'incognita Rodriguez e i fantasmi del passato

L'esito della transizione resta incerto, legato alla capacità della stessa Delcy Rodriguez, figura emersa dall'entourage di Maduro, di traghettare il paese verso una nuova fase. La scelta di Trump di affidarle un ruolo guida, se da un lato potrebbe garantire una certa continuità amministrativa, dall'altro solleva interrogativi sulla reale possibilità di un distacco dalle logiche del vecchio regime. Intanto, mentre i mercati finanziari segnalano una fiducia che attende ancora di tradursi in investimenti sostanziali e stabili, la società venezuelana naviga in un clima di sospetto generalizzato, lontana dalla stabilità che molti, fuori dai confini nazionali, speravano potesse arrivare con la fine della dittatura.

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