Venezuela, la borsa di Caracas vola e Wall Street prepara l'Etf

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’indice principale della Borsa venezuelana, dopo la destituzione di Nicolás Maduro, ha registrato un rialzo così impetuoso da non avere precedenti negli ultimi anni, in un clima di rinnovato ottimismo finanziario che ha immediatamente attirato l’attenzione degli operatori di Wall Street. Proprio in queste ore, del resto, è stata formalmente presentata alla Sec, la Commissione per i titoli e le borse americana, una richiesta per la creazione di un Exchange Traded Fund dedicato al Paese sudamericano, strumento che – qualora ottenesse l’approvazione – fornirebbe agli investitori internazionali un accesso semplificato e "in pacchetto" alle compagnie con una presenza sostanziale in Venezuela.

L’intreccio energetico e la visita a Washington

La complessa partita venezuelana, d’altronde, si gioca su più tavoli, incluso quello cruciale dell’energia, dove un colosso come l’Eni – in partnership con la spagnola Repsol – garantisce al Paese oltre la metà della produzione elettrica, operando in uno scenario ancora influenzato dalle sanzioni statunitensi. In questo quadro, assume un significato particolare l’annunciata visita a Washington di due figure venezuelane diametralmente opposte: da un lato la leader dell’opposizione, vincitrice del premio Nobel per la Pace e legittima vincitrice di elezioni mai riconosciute, dall’altro l’attuale numero due del regime, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicamente definito «un alleato» dopo aver descritto l’establishment precedente come una rete dedita al narcotraffico.

Le radici storiche di una crisi

Per comprendere appieno le dinamiche attuali, inclusa quella per cui è lo stesso apparato di governo ad aver contribuito in modo decisivo al collasso nazionale, è necessario risalire almeno agli anni Cinquanta, al periodo cioè della dittatura del generale Marco Perez Jimenez, il quale, pur avendo trasformato il Paese attraverso grandi opere, instaurò al contempo un ferreo controllo politico e represse ogni forma di dissenso. Quelle vicende, spesso trascurate nelle analisi più immediate, hanno gettato le basi per una lunga e complicata evoluzione istituzionale.

Il decreto sul greggio e la nuova alleanza

A suggellare il cambiamento di passo nei rapporti tra le due nazioni ha provveduto direttamente Trump, firmando un decreto esecutivo che mira a "blindare" il greggio venezuelano dopo i sequestri di petroliere ordinati in passato dagli Stati Uniti. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha confermato l’avvio di trattative con Washington, spiegando che l’obiettivo è tutelare gli interessi del Venezuela e controllare il traffico marittimo delle navi cisterna, in quello che si configura ormai come un sodalizio operativo per la gestione di una risorsa vitale per l’economia del Paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.