Striscia la Notizia torna in prima serata, tra dubbi e aspettative

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo un silenzio televisivo durato oltre sette mesi, che ha seguito l’ultima puntata trasmessa il 7 giugno dello scorso anno, l’attesa per il ritorno di Striscia la Notizia è finalmente giunta al termine. La data ufficiale del debutto è fissata al 22 gennaio, ma la novità sostanziale, che segna una discontinuità nella lunga storia del programma, risiede nella collocazione nel palinsesto. Il tg satirico ideato da Antonio Ricci abbandonerà infatti la tradizionale fascia dell’access prime time per approdare in prima serata su Canale 5, con una formula sperimentale di cinque puntate speciali affidate alla conduzione storica di Ezio Greggio e Enzo Iacchetti. Una mossa, questa, che Mediaset ha ponderato a lungo, soprattutto alla luce dei risultati d’ascolto della stagione precedente, i quali – è un dato di fatto – si sono rivelati ben al di sotto delle aspettative dell’emittente e hanno contribuito a rendere particolarmente complesso l’ultimo anno per la trasmissione.

Un percorso tortuoso fino al rientro in video

Il cammino che ha condotto a questo ritorno, bisogna ammetterlo, è stato tutto fuorché lineare e ha visto la trasmissione al centro di pettegolezzi e speculazioni. La decisione di mettere in pausa il programma, presa nell’estate scorsa, è maturata principalmente a causa del travolgente successo de La Ruota della Fortuna, condotta da Gerry Scotti e Samira Lui, il cui share da record ha convinto i vertici editoriali a stravolgere il palinsesto dell’access prime time, relegando Striscia la Notizia in un limbo dal quale si è faticato a uscire. Quel periodo di incertezza, durato mesi, ha alimentato non poche voci sul possibile riposizionamento editoriale o addirittura sul futuro stesso del format, nato per smascherare truffe e soprusi con il suo stile irriverente. Ora, l’emittente ha deciso di scommettere sul brand, “sbloccando” i due conduttori più iconici per questa operazione in prime time, pur nella consapevolezza di lanciare una sfida audace in una fascia oraria estremamente competitiva.

La sfida del prime time e il peso degli ascolti

Traslocare in prima serata rappresenta per il programma un salto nel buio, un esperimento che suscita perplessità in una parte degli osservatori, i quali parlano apertamente di un flop annunciato. Il motivo è semplice: quella fascia di palinsesto è dominata da fiction, talent show e programmi di intrattenimento di massa, mentre il format di Ricci, con la sua struttura a schede, le telecamere nascoste e le inchieste, è storicamente cresciuto e si è radicato nella mezz’ora precedente al telegiornale della sera. Lì ha costruito il suo pubblico fedele e ha forgiato il suo linguaggio, che dovrà ora adattarsi a ritmi e aspettative diverse. Il successo o l’insuccesso di questa operazione si misurerà, inevitabilmente, sui dati Auditel della serata del debutto e delle successive, numeri che Mediaset monitorerà con attenzione particolare dopo la stagione deludente che ha portato allo stop.

Il format e le prospettive immediate

Nonostante le difficoltà pregresse e le ombre sul futuro, il ritorno in video di Greggio e Iacchetti significa per molti telespettatori il recupero di un rito televisivo, di quell’ironia tagliente che per anni ha caratterizzato l’access prime time italiano. I due conduttori, pilastri della trasmissione, saranno chiamati a calibrare le loro performance per un pubblico più ampio e variegato, mantenendo però intatta la cifra satirica e di denuncia che è il DNA del programma. Le cinque puntate in programma costituiscono dunque una prova generale, un test sul campo per verificare se un format così specifico possa trovare nuovo ossigeno e una rinnovata vitalità in un orario così prestigioso e impegnativo, cercando di riconquistare quel favore del pubblico che negli ultimi tempi sembrava essersi affievolito.

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