Turbolenze finanziarie in Europa: la BCE e il difficile percorso verso l'obiettivo dell'inflazione
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Redazione Economia
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L'inflazione di fondo nella zona euro si sta dimostrando particolarmente tenace. Questo è quanto affermato da Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE). Il presidente della Bundesbank ha ribadito che lui e i suoi colleghi non abbasseranno in automatico i tassi, ma valuteranno le condizioni "riunione per riunione".
La decisione della BCE
Nonostante l'ostinazione dell'inflazione, Nagel ha dichiarato che era giusto allentare la politica monetaria la scorsa settimana. "Siamo su una strada accidentata, ma tutti sappiamo che l'ultimo miglio è il più complicato", ha detto.
Effetti sui mercati finanziari
Le borse europee hanno risentito di queste dichiarazioni. I principali listini europei hanno incrementato le perdite col passare dei minuti, mentre il differenziale fra il Btp a dieci anni e il Bund pari scadenza saliva fino a 150 punti. Questo ha causato grande preoccupazione sulle piazze finanziarie europee.
Il ruolo di Christine Lagarde
A far salire la pressione è stata una lunga intervista rilasciata al Sole 24 Ore dalla presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e le elezioni anticipate in Francia, indette dal presidente Macron lunedì, dopo la batosta patita alle europee dal suo partito.
La traiettoria dei tassi di interesse
La traiettoria dei tassi di interesse nell'Eurozona è sicuramente segnata, ovvero quella di una discesa del costo del denaro. Ma i tempi sono ancora un'incognita. Philip Lane, membro del Board della BCE, ha ricordato nei giorni scorsi, intervenendo alla National Banking Conference in Irlanda, che il taglio dei tassi di 25 punti base, deciso dalla BCE la scorsa settimana, si propone di garantire il "ritorno tempestivo dell'inflazione verso l'obiettivo" del 2%, come "riconfermato nelle proiezioni di dicembre, marzo e giugno".




