Rimozione del presidente Sulyok, l’Ungheria cambia pagina dopo Orbán
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Redazione Esteri
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La rimozione del presidente Sulyok è stata approvata dal Parlamento ungherese con un emendamento costituzionale che modifica la Legge fondamentale e stabilisce la cessazione dell’incarico dell’attuale capo dello Stato, Tamás Sulyok. La decisione è arrivata lunedì con 139 voti favorevoli e 6 contrari, mentre 54 deputati non hanno partecipato al voto. Il provvedimento rappresenta il primo passaggio politico rilevante per il governo guidato da Péter Magyar, arrivato al potere dopo la vittoria alle elezioni di aprile e impegnato nel piano chiamato “purgatorium”, finalizzato a smantellare l’eredità politica del suo predecessore Viktor Orbán.
La modifica costituzionale approvata dal Parlamento ungherese consente quindi di interrompere il mandato del presidente della Repubblica Tamás Sulyok. Secondo quanto previsto dal nuovo assetto, il giorno successivo all’entrata in vigore dell’emendamento costituzionale l’incarico dell’attuale presidente terminerà. Successivamente sarà il Parlamento a eleggere un nuovo capo dello Stato, destinato a rimanere in funzione fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione e comunque per un periodo massimo di cinque anni.
La svolta politica dopo la fine dell’era Orbán
Il voto sulla rimozione del presidente Sulyok viene indicato come un passaggio centrale nella nuova fase politica dell’Ungheria, con il Partito Tisza di Péter Magyar chiamato a mettere in pratica il progetto di superamento dell’eredità lasciata da Viktor Orbán. Il premier ha definito il voto un momento storico, spiegando che il lavoro iniziato punta al passaggio dal sistema legato a Orbán allo Stato di diritto. La maggioranza di due terzi del partito Tisza in Parlamento ha permesso l’approvazione dell’emendamento necessario per modificare la posizione del capo dello Stato.
La decisione ha provocato la protesta dell’opposizione legata a Fidesz, il partito dell’ex primo ministro Viktor Orbán. I deputati di Fidesz hanno lasciato l’aula prima della votazione, contestando quello che hanno definito un atto di arbitrio, e non hanno partecipato al voto finale. La loro uscita dal Parlamento ha segnato il contrasto tra la nuova maggioranza e il precedente schieramento politico, proprio nel momento in cui il governo Magyar avvia le prime iniziative legate al cambiamento istituzionale.
Il nuovo presidente e i prossimi passaggi istituzionali
Dopo l’approvazione della riforma costituzionale, il Parlamento ungherese dovrà procedere all’elezione di un nuovo presidente della Repubblica. Il nuovo capo dello Stato sarà scelto entro agosto, secondo quanto indicato nel quadro della transizione prevista dopo la cessazione dell’incarico di Tamás Sulyok. La modifica della Legge fondamentale rappresenta la 17ª revisione costituzionale approvata dal Parlamento e stabilisce le modalità per il passaggio alla nuova fase istituzionale.
La vicenda del presidente Sulyok si inserisce così nel percorso politico annunciato dal governo di Péter Magyar dopo la vittoria elettorale di aprile. L’emendamento costituzionale approvato dalla maggioranza parlamentare segna un cambiamento nella gestione della carica presidenziale e apre la fase successiva del progetto chiamato “purgatorium”. Il confronto con Fidesz resta al centro del dibattito politico, dopo la scelta dell’opposizione di non partecipare al voto e di abbandonare l’aula durante la seduta parlamentare.




