Voli sempre più cari, il vero salasso è nei servizi accessori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Chi prende un aereo oggi lo sa: il prezzo finale del biglietto, quello che si paga davvero al momento dell’acquisto, ha poco a che vedere con la tariffa base pubblicizzata sui motori di ricerca. Se da un lato si è portati a pensare – ed è un riflesso quasi automatico – che il rincaro dipenda principalmente dal costo del carburante, un’analisi condotta da RimborsoAlVolo racconta una realtà più sfumata e, per certi versi, più preoccupante. A pesare sul portafoglio dei passeggeri sono infatti i servizi extra: la scelta del posto, il bagaglio da stiva, l’imbarco prioritario e persino la semplice modifica della prenotazione. Tutti elementi che, secondo lo studio, hanno registrato aumenti consistenti negli ultimi mesi, allontanando sempre di più il prezzo effettivo da quello “di lancio”.

Non che il jet-fuel sia rimasto ai livelli di un tempo, intendiamoci. La guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare il costo del cherosene, mettendo sotto pressione l’intera filiera. Eppure, analizzando rotte diverse – anche all’interno dello stesso vettore – si scopre una variabilità tale da suggerire che il carburante, da solo, non spiega i rincari. La puntata dell’1 maggio di “Numeri”, approfondimento di Sky TG24, aveva già messo in luce questo scollamento: il prezzo del biglietto estivo, specie per chi vola dalle isole, risente di dinamiche locali e politiche commerciali che poco hanno a che fare con le quotazioni del petrolio.

Salvini e il nodo Sardegna: «Fino a ora prezzi bloccati, ma non a lungo»

Il fronte più caldo è quello dei voli sottoposti a oneri di servizio pubblico, i cosiddetti collegamenti in continuità territoriale. Qui il ministero dei Trasporti, insieme alle regioni e all’Enac, ha il potere di autorizzare – o negare – aumenti tariffari per i residenti. Il vicepremier Matteo Salvini ha rivendicato che il governo, finora, ha tenuto il punto: nonostante le pressioni, i rincari per chi vive in Sardegna sono stati bloccati. Ma lo stesso ministro ha aggiunto, quasi tra le righe di un avvertimento, che questa misura potrebbe non essere sostenibile ancora a lungo. Una dichiarazione che suona come un’ammissione implicita: la tenuta del sistema è messa a dura prova dalla crisi dei prezzi energetici e dall’instabilità geopolitica.

La replica dell’assessora Manca: «Non si può modificare il decreto sull’onda dell’emergenza»

La reazione della politica regionale non si è fatta attendere. L’assessora ai Trasporti della Sardegna, Barbara Manca, ha risposto a Salvini con una nota che non lascia spazio a interpretazioni: il sistema attuale – definito da un decreto ministeriale – non consente incrementi tariffari a carico dei residenti. E soprattutto, ha aggiunto, non può essere modificato con decisioni non condivise e assunte «sull’onda dell’emergenza». Una replica netta, che sposta il terreno del confronto sul piano delle regole: nulla può essere cambiato senza un percorso condiviso, nemmeno di fronte al rincaro del cherosene o alle tensioni in Medio Oriente. Il braccio di ferro tra Roma e la regione, insomma, è destinato a proseguire, mentre i passeggeri – specialmente quelli delle rotte insulari – restano sospesi tra tariffe blindate e un futuro incerto.

Servizi accessori e biglietti gonfiati: così il volo low cost non esiste più

Tornando ai dati dell’analisi, emerge un fenomeno strutturale: la progressiva “decostruzione” del prezzo del biglietto. Le compagnie aeree – soprattutto quelle che si presentano come low cost – tendono a frammentare l’offerta, rendendo facoltativi servizi un tempo inclusi. Chi viaggia con un bagaglio a mano più grande di una certa misura, o chi desidera sedersi vicino al proprio compagno di viaggio, si trova a dover aggiungere decine di euro. In alcuni casi, la somma degli extra supera di gran lunga l’aumento dovuto al carburante. E la disparità tra rotte – alcune più esposte di altre a questi rincari accessori – rende il quadro ancora più confuso per il viaggiatore occasionale. La sensazione, alla fine, è che il vero salasso non stia nelle tasche degli航空公司 (vettori), ma nei piccoli passaggi di un’economia dei servizi sempre più segmentata e meno trasparente.

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