Autovelox di Tribano, Cavazzana: «Mai firmato quel documento»
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Redazione Interno
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Per l’autovelox di Tribano la Procura di Padova ha chiesto il processo del sindaco Massimo Cavazzana per falso ideologico, in relazione ai dati utilizzati per giustificare l’installazione del dispositivo sulla strada regionale 104 Monselice-Mare. Secondo l’accusa, i numeri sull’incidentalità forniti alla Prefettura, necessari per ottenere l’autorizzazione all’autovelox, sarebbero stati gonfiati. Cavazzana respinge però ogni coinvolgimento diretto nella redazione e nella trasmissione del documento contestato e si dice «molto amareggiato», sostenendo di non averlo mai visionato né firmato. Il primo cittadino afferma inoltre di essere convinto che per la sua posizione arriverà l’archiviazione.
Cavazzana: «Non ho redatto, visionato o firmato il documento»
Il sindaco di Tribano ha spiegato di aver appreso dell’udienza preliminare attraverso i giornalisti e non dagli organi ufficiali. Secondo quanto dichiarato, neppure il suo avvocato avrebbe ricevuto comunicazioni al momento delle sue parole. Cavazzana riferisce di essere già stato sentito dai rappresentanti del magistrato e di aver chiarito la propria posizione, sostenendo di non aver redatto il documento al centro dell’inchiesta. Aggiunge di non averlo neppure visionato o firmato e, di conseguenza, di non aver mai provveduto personalmente al suo invio. Una ricostruzione con cui il sindaco esclude di aver avuto un ruolo materiale nella predisposizione dell’atto contestato.
Tra gli elementi richiamati da Cavazzana c’è anche il momento in cui il documento sarebbe stato trasmesso. Il sindaco sostiene che, quando avvenne l’invio, si trovava in commissione provinciale. La sua posizione si concentra quindi sulla mancata partecipazione alla formazione, alla verifica e alla firma dell’atto dal quale sarebbero emersi i dati sull’incidentalità contestati dalla Procura. L’accusa riguarda invece proprio quei numeri, che sarebbero stati utilizzati per sostenere la necessità dell’autovelox sulla regionale 104 Monselice-Mare e ottenere dalla Prefettura il via libera all’installazione del dispositivo.
Autovelox e dati sugli incidenti, le due posizioni della Procura
La vicenda di Cavazzana si inserisce nel più ampio filone di verifiche sugli autovelox utilizzati tra Padova e provincia. Dopo quasi due anni di indagini, per un procedimento aperto nel 2024 che coinvolge 41 amministratori di una decina di Comuni, il sostituto procuratore Roberto D’Angelo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione delle ipotesi di falso e truffa. Secondo quanto emerge, non sarebbero stati raccolti elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dei 41 indagati. In particolare, mancherebbe la prova che amministratori e funzionari pubblici abbiano agito con la consapevolezza di commettere un falso.
Per il sindaco di Tribano, invece, la Procura di Padova ha formulato una richiesta di processo per falso ideologico legata specificamente ai dati sull’incidentalità della strada regionale 104 Monselice-Mare. È questo il punto che distingue la posizione di Cavazzana dal procedimento per il quale è stata chiesta l’archiviazione nei confronti dei 41 amministratori. Secondo l’impostazione accusatoria, i dati necessari alla Prefettura per autorizzare l’autovelox sarebbero stati gonfiati; il sindaco, dal canto suo, afferma di essere estraneo alla predisposizione del documento e ribadisce di non averlo mai firmato o inviato.
Il sindaco di Tribano: «Sono amareggiato, arriverà l’archiviazione»
Cavazzana ha espresso amarezza soprattutto per le modalità con cui sostiene di aver appreso degli sviluppi giudiziari. Nelle sue dichiarazioni insiste sul fatto di aver già fornito spiegazioni ai rappresentanti del magistrato e di aver chiarito di non essere l’autore del documento contestato. La sua difesa pubblica si basa quindi sull’assenza di una firma, sulla mancata visione dell’atto e sulla circostanza che, al momento dell’invio, si trovasse in commissione provinciale. Pur di fronte alla richiesta di processo avanzata dalla Procura, il sindaco continua a sostenere che la sua posizione verrà chiarita e dichiara di aspettarsi l’archiviazione.
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