Alcaraz si arrende: “Perderò il numero 1”. E Sinner intanto vola a Montecarlo
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Redazione Sport
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Non servono i pronostici per capire cosa stia accadendo in questo avvio di stagione sulla terra battuta, perché a parlare sono i fatti e, ancor prima di loro, le parole a caldo del numero uno del mondo. Carlos Alcaraz, dopo aver liquidato in un’ora e dieci minuti l’argentino Sebastian Baez con il punteggio di 6-1, 6-3 nel secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo, si è presentato in conferenza stampa con un’ammissione che suona come una resa, per quanto dignitosa e realistica. Il campione spagnolo, infatti, ha confessato senza troppi giri di parole il suo destino imminente: la perdita del primato mondiale in favore di Jannik Sinner, un’evenienza che lo stesso Alcaraz definisce quasi inevitabile, data la mole di punti che deve difendere in questo scorcio di stagione e dato lo strapotere mostrato finora dall’azzurro.
Lo scenario, del resto, è matematico e spietato per chiunque si trovi nella posizione di inseguito. Alcaraz arriva nel Principato da campione in carica, consapevole di dover proteggere un tesoretto di 1000 punti che rischia di svanire se non dovesse ripetersi l’impresa dell’anno scorso. D’altro canto, Sinner si presenta a questo appuntamento sulla terra rossa, tradizionalmente il terreno di caccia preferito dagli spagnoli, con un vantaggio tattico non indifferente: lo zero nel cassetto dei punti da difendere, non avendo potuto partecipare all’edizione del 2025 a causa della sospensione per il caso Clostebol. Se a questo si aggiunge la recente, storica doppietta di Indian Wells e Miami (il “Sunshine Double”) completata senza concedere nemmeno un set, si capisce perché l’allarme sia scattato così presto nel campo del murciano.
“Sorpreso da Sinner”, l’elogio dello spagnolo per l’adattamento dell’azzurro
Mentre Alcaraz ammetteva le proprie difficoltà a tenere il passo, dall’altra parte del tabellone Jannik Sinner faceva ciò che ormai ha abituato a fare il pubblico: vincere, e farlo senza lasciare briciole. Contro il francese Ugo Humbert, l’altoatesino ha concesso solo tre game, imponendosi con un perentorio 6-3, 6-0 in poco più di un’ora, un risultato che manda un segnale chiaro a tutti i rivali, a maggior ragione dopo il cambio di superficie. Ed è stata proprio la rapidità di questo adattamento a stupire Carlos Alcaraz, il quale ha commentato con una certa sorpresa la facilità con cui Sinner è passato dal cemento alla terra battuta.
“Sono sorpreso di come Jannik si sia adattato così rapidamente alla terra dopo tante partite sul cemento”, ha dichiarato lo spagnolo ai giornalisti presenti, sottolineando come la scelta di scendere in campo a Montecarlo, subito dopo la fatica dei due impegni americani, dimostri lo stato di grazia e la fiducia dell’italiano. Alcaraz ha osservato che un giocatore reduce da una trasferta così lunga e vincente avrebbe potuto accampare scuse o accusare stanchezza, ma non è questo il caso di Sinner, il quale sembra invece aver trovato un’intesa perfetta anche con la superficie più lenta, quella che storicamente ha regalato le gioie più grandi ai maestri della racchetta iberica.
La rassegnazione al sorpasso e la dinamica del ranking
Tornando alla questione calda del ranking, Alcaraz non ha usato mezzi termini quando ha dovuto commentare la sua posizione attuale. “Sinceramente, perderò il numero 1 del mondo”, ha affermato, specificando di non sapere se ciò accadrà al termine di questo torneo o nei prossimi, ma dimostrando di aver già fatto i conti con la matematica. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che, come ha spiegato il tennista spagnolo, anche riuscisse nell’impresa titanica di difendere tutti i punti accumulati, Sinner ne aggiungerebbe comunque di nuovi, rendendo il sorpasso solo questione di tempo.
Questa settimana, la dinamica è molto semplice: Alcaraz gioca per conservare quanto già posseduto, mentre Sinner gioca per accumulare. Se l’azzurro dovesse spingersi fino alla vittoria finale, scavalcando così il rivale, diventerebbe solo il secondo giocatore nella storia a vincere i primi tre Masters 1000 della stagione consecutivamente. E non si tratta soltanto di un’eventualità statistica, se si guarda ai numeri portati in dote dal tennista di San Candido: 36 set consecutivi vinti a livello Masters 1000, un record che testimonia una concentrazione e una solidità impressionanti, anche su una superficie che fino a pochi giorni fa sembrava poter rappresentare un’incognita.
Prestazioni solide e attesa per i prossimi incroci
La giornata di Montecarlo ha quindi restituito l’immagine di due titani che, seppur con obiettivi diversi, viaggiano alla stessa velocità supersonica. Per Alcaraz, quello contro Baez è stato un esordio necessario per scacciare i fantasmi della prematura eliminazione subita a Miami, dove era uscito di scena al secondo turno. Il 6-1, 6-3 rifilato all’argentino è un risultato che dà fiducia, ma la sua espressione in conferenza stampa tradiva la consapevolezza che forse, quest’anno, la montagna da scalare potrebbe essere troppo alta. Per Sinner, invece, il 6-3, 6-0 su Humbert è l’ennesima tappa di un cammino che sembra non conoscere ostacoli, una macchina da guerra che trasforma ogni superficie in cemento, o forse meglio, in un’autostrada verso il trono.
La sfida a distanza è quindi apertissima. Da un lato c’è Alcaraz, costretto a inseguire il proprio miglior livello per ritardare l’inevitabile, dall’altro Sinner, che ha l’opportunità concreta di issarsi in vetta già da lunedì prossimo. Quel che è certo è che la terra battuta, teatro delle più grandi battaglie epiche di questo sport, si appresta a vivere un nuovo capitolo di una rivalità destinata a scrivere la storia, con due giocatori che hanno scelto il Principato per lanciare il primo, decisivo affondo.




