Napoli, dopo l’addio di Conte la panchina si restringe alla sfida Allegri-Italiano
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Redazione Economia
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L’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli si è chiusa ieri con la vittoria per 2-0 sull’Udinese e la conseguente conquista del secondo posto in classifica, un risultato che non è bastato a convincere il tecnico salentino a proseguire il rapporto con il club azzurro.
La società, dal canto suo, ha già messo in moto la macchina per trovare un successore, e lo ha fatto con una riunione di circa sei ore tenutasi nell’hotel di Corso Vittorio Emanuele, a cui hanno preso parte il presidente Aurelio De Laurentiis, l’amministratore delegato Andrea Chiavelli e il direttore sportivo Giovanni Manna.
L’ordine di scuderia, al momento, vede una corsa a due: da un lato Massimiliano Allegri, dall’altro Vincenzo Italiano, con il primo che sembra godere di un leggero vantaggio dettato da ragioni sia tecniche che di conoscenze pregresse all’interno dell’ambiente.
I cinque motivi del vantaggio di Allegri secondo Di Marzio
A svelare i retroscena di questa sfida a due è stato Gianluca Di Marzio, che a Sky Sport 24 ha elencato una serie di ragioni concrete per le quali Allegri, nonostante una stagione complicata sulla panchina del Milan, resti un candidato estremamente credibile. Il primo elemento riguarda la sfera gestionale: l’allenatore livornese ha già lavorato con Giovanni Manna ai tempi della Juventus, un’intesa che potrebbe velocizzare la pianificazione tecnica.
C’è poi un precedente temporale non banale: lo scorso anno, nell’eventualità di un addio anticipato di Conte, il club aveva già bloccato il profilo di Allegri come naturale sostituto, una sorta di “pista congelata” che ora si riscalda improvvisamente. A ciò si aggiunge un rapporto personale solido con De Laurentiis, mai incrinato nonostante le trattative saltate in passato.
Ma il punto forse più affascinante, sottolineato da Di Marzio, è il precedente storico: Allegri ha già sostituito Conte alla Juventus, ereditandone una squadra mentalmente “spremuta” e trasformandola in un ciclo vincente; il Napoli, consapevole che Conte lavora molto sull’aspetto emotivo della rosa, vedrebbe in Allegri il gestore ideale per raccoglierne l’eredità.
Infine, c’è una considerazione prettamente tattica: il Napoli attuale, per struttura e caratteristiche, sarebbe una squadra ideale per il gioco di Allegri, solitamente votato alla solidità difensiva e alla cinicità nelle ripartenze.
Italiano, la tentazione della continuità e il “sentiment” dei tifosi
Sull’altro piatto della bilancia, invece, c’è Vincenzo Italiano, reduce da una stagione europea sulla panchina del Bologna e ormai considerato un vecchio pallino del presidente De Laurentiis. Il tecnico toscano, che in passato era già stato accostato agli azzurri senza però che l’operazione andasse in porto, rappresenta il profilo della continuità con un calcio propositivo e di qualità, l’esatto opposto dell’approccio più pragmatico di Allegri.
Secondo alcune indiscrezioni raccolte da CalcioNapoli24, tuttavia, negli ultimi giorni si sarebbe registrato un sentiment negativo da parte della tifoseria proprio nei confronti della pista Allegri, un malumore diffuso soprattutto sui social e nelle radio locali che avrebbe indotto la dirigenza a “congelare” momentaneamente la trattativa con il tecnico ex Milan e a virare con forza sul nome di Italiano.
Lo stesso Italiano, intervistato da Repubblica Bologna, ha aperto alla possibilità di un addio senza però sbilanciarsi troppo: «C’è anche la possibilità che io non rimanga, non lo nego. Il Napoli mi vuole davvero? Non lo so, stanno facendo esplorazioni su tanti allenatori».
Il vertice di sei ore e il terzo nome jolly
La riunione che si è tenuta nell’albergo di Corso Vittorio Emanuele, della durata di sei ore, non ha ancora prodotto un nome ufficiale, ma ha delineato i confini entro cui si muoverà la scelta. Secondo quanto riferito da Massimo Ugolini a Sky Sport 24, i profili su cui si è ragionato in via prioritaria sono proprio quelli di Allegri e Italiano, sebbene non si possa escludere del tutto un “terzo nome jolly”, una soluzione a sorpresa che De Laurentiis potrebbe tirare fuori all’ultimo momento come già accaduto in passato.
A favore di Allegri giocano il curriculum (nonostante la macchia della mancata qualificazione in Champions League col Milan) e il feeling con Manna; a favore di Italiano, invece, gioca la stima di lunga data del patron e la capacità di valorizzare i singoli in un sistema offensivo già rodato. La decisione, come sempre in questi casi, spetterà esclusivamente al presidente, che si è preso qualche giorno per valutare senza farsi condizionare né dal malumore della piazza né dalle pressioni esterne. Con l’anno del centenario del club alle porte, l’errore non è ammesso.




