Nazionale, la corsa per la panchina si restringe: Mancini sorpassa Conte in vista delle elezioni Figc

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il momento della scelta, per il futuro commissario tecnico dell’Italia, si sta facendo sempre più prossimo. Dopo l’entusiasmo (e i risultati concreti) portati dal traghettatore Silvio Baldini – capace di lanciare una pattuglia di giovanissimi nei test con Lussemburgo e Grecia, vincendo entrambi gli incontri per 1 a 0 – il fronte della candidature si è improvvisamente sbloccato, spostando l’asse delle trattative su un vecchio amore mai sopito.

Roberto Mancini, l’artefice della vittoria agli Europei del 2021, è riemerso prepotentemente nelle ultime ore come il principale indiziato per tornare a sedere in panchina, lasciando sulle sue spalle le voci che volevano Antonio Conte in netto vantaggio.

Il sorpasso ai danni di Conte e la regia della Figc

Secondo quanto filtra dagli ambienti vicini a Coverciano, la situazione sarebbe destinata a evolversi rapidamente già nelle prossime settimane, complice anche il cambio al vertice della Federcalcio. Le prossime elezioni per la presidenza della FIGC, fissate per il 22 giugno, vedono Giovanni Malagò – forte del sostegno quasi unanime della Serie A e della Serie B – in netto vantaggio sullo sfidante Giancarlo Abete.

Proprio il candidato Malagò, che vanta un legame storico con l’ex tecnico del Manchester City, avrebbe spinto per riportare Mancini alla guida della Nazionale, accelerando di fatto i contatti già avviati nelle scorse settimane dall’allora dimissionario Gabriele Gravina.

L'addio all'Al Sadd, la Corte d'appello e la svolta

L’attuale tecnico dell’Al Sadd, reduce dalla vittoria del campionato qatariota e in procinto di accogliere un calciatore di spicco come Alessio Romagnoli, avrebbe dato la propria disponibilità a interrompere l’esperienza in Medio Oriente. Le cifre in ballo, si mormora, parlano di un accordo economico molto inferiore a quello percepito in passato dall’Arabia Saudita – circa 2 milioni di euro a stagione – a dimostrazione della volontà di ricucire lo strappo con la federazione italiana.

La trattativa per il ritorno sulla panchina azzurra, che fu già sua per cinque anni e 61 partite, sembra ormai definita nei dettagli burocratici; mancherebbe solo l’ufficialità, che potrebbe arrivare subito dopo il voto federale, per iniziare a pianificare il cammino verso l’Europeo del 2028.

Il silenzio (e i meriti) di Silvio Baldini

Se da un lato la federcalcio corteggia l’esperienza di Mancini, dall’altro non si possono ignorare i segnali lanciati dall’attuale traghettatore. Silvio Baldini, promosso dall’Under 21 per gestire l’emergenza post-Gattuso, ha schierato ben 19 debuttanti in due match, dimostrando che la “fame” dei giovani può sopperire alla mancanza di stelle.

Alla vigilia dell’impegno contro la Grecia, Baldini si è limitato a lodare la “metodologia” di Antonio Conte – definendolo un vincente seriale che “ovunque non ha vinto, è arrivato secondo” – senza però rivendicare per sé la poltrona: “Non mi interessa, volevo solo essere utile” ha dichiarato, lasciando intendere di essere consapevole del suo ruolo di traghettatore.

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