Il Napoli di Conte batte il Milan e lo sorpassa al secondo posto
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Redazione Sport
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È successo tutto nella ripresa, quando il Napoli ha trovato il guizzo decisivo per scavalcare il Milan al secondo posto della classifica di Serie A. Nel posticipo della trentunesima giornata, giocato al Maradona, la squadra di Antonio Conte si è imposta per 1-0 sui rossoneri di Massimiliano Allegri, agganciandoli in graduatoria e poi superandoli grazie alla differenza reti o, più semplicemente, ai tre punti conquistati nello scontro diretto. Un risultato che, di fatto, consegna agli azzurri la posizione di vicecapolista, a sette lunghezze dall’Inter capolista, ormai saldamente al comando del torneo. Il primo tempo, occorre dirlo, aveva offerto un equilibrio quasi simmetrico: due squadre arroccate, attente a non scoprirsi, con poche vere emozioni. Qualche timido squillo, come l’occasione capitata a Pavlovic o quella costruita da Spinazzola, aveva tenuto accesa la speranza di un gol, ma senza mai trasformarsi in autentico pericolo. Tanto che, a metà gara, l’impressione comune era quella di assistere a un match che avrebbe potuto risolversi solo con un episodio, un lampo individuale o un errore difensivo.
L’ingresso di Politano e il gol che vale il sorpasso
Quel lampo è arrivato al settantanovesimo minuto, firmato da Matteo Politano. L’esterno offensivo, partito dalla panchina come da scelta tecnica di Conte, ha raccolto un assist preciso di Gutierrez e ha infilato il portiere avversario, regalando ai partenopei la quinta vittoria consecutile. Una rete che non è solo decisiva per la classifica, ma porta con sé un dato statistico quasi inspiegabile: quello di stasera, al Maradona, è il settimo gol che Politano segna al Milan nella sua carriera. Nessun altro avversario, va detto, è stato castigato con tanta frequenza dal suo piede. Lo stesso tecnico azzurro, al termine della gara, ha rivelato di avergli comunicato prima del match – quando ancora non sapeva se sarebbe subentrato o meno – che il suo ingresso avrebbe risolto la partita. Profezia autoavverantesi, certo, ma fondata su un precedente storico che rasenta l’ossessione personale dell’attaccante nei confronti del Diavolo.
Una partita sporca, decisa da un episodio
Per il resto, la gara è stata dominata da un equilibrio che rasentava la sterile geometria. Il Milan, dal canto suo, ha provato a gestire il possesso palla senza però trovare varchi in una difesa partenopea ben protetta dalla cerniera di centrocampo. Juan Jesus, Buongiorno e Olivera, valutati con sei e mezzo nelle pagelle, hanno offerto una prova solida; così come il reparto mediano, con Anguissa e Lobotka (entrambi 6,5) a imbrigliare le trame offensive rossonere. Dall’altra parte, Milinkovic Savic ha raccolto un sei netto, senza particolare demerito sul gol subito. Piuttosto, a fare la differenza è stata la capacità del Napoli di restare in partita anche quando l’azione faticava a decollare, aspettando il momento giusto per colpire. Un approccio, questo, che Conte ha saputo inculcare ai suoi: pazienza, densità e poi l’affondo finale, chirurgico.
Il sorpasso in classifica e il peso della striscia positiva
Il Corriere del Mezzogiorno, commentando la serata, ha sottolineato come la cosa più importante non fosse tanto il risultato in sé, quanto il fatto che Conte si sia seduto al secondo posto del campionato. Un sorpasso – quello sul Milan – che arriva al culmine di una striscia positiva di cinque vittorie consecutive, capace di ridisegnare le gerarchie della zona alta. Il Napoli, dopo un avvio altalenante, ha trovato una continuità che lo proietta ora come l’unico vero antagonista dell’Inter, pur restando a distanza di sicurezza. Per il Milan, invece, la sconfitta al Maradona rappresenta un ostacolo pesante: non solo per la perdita della posizione, ma per il modo in cui è arrivata, subendo un gol nei minuti finali dopo aver retto per oltre tre quarti di gara. Allegri dovrà lavorare sulla gestione degli episodi, perché – in partite così equilibrate – sono quelli a decidere il destino di una stagione.




