Malagò e il CT Italia: Conte sorpassa Mancini e ipotesi Maldini
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Redazione Sport
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Malagò CT Italia entra subito al centro del dibattito dopo la nomina di Giovanni Malagò alla guida della FIGC, avvenuta con quasi il 70% dei voti e seguita a un periodo segnato dall’era Gravina e dalla mancata qualificazione dell’Italia a tre Mondiali consecutivi. Il nuovo presidente si presenta con l’obiettivo dichiarato di modificare la narrazione sull’assenza di cambiamento nel calcio italiano e di imprimere una svolta reale alla gestione della Nazionale. In questo contesto si inseriscono le prime valutazioni su ruolo di commissario tecnico e Direttore Tecnico, elementi chiave della nuova impostazione tecnica che Malagò sta delineando nelle sue prime mosse operative.
La nuova fase della FIGC dopo la nomina di Malagò
La fase iniziale della presidenza di Giovanni Malagò si sviluppa in un contesto delicato, segnato da una forte attenzione dell’opinione pubblica e dalla necessità di dare risposte concrete dopo le recenti delusioni internazionali. Il nuovo corso nasce con l’intento di superare la percezione di immobilismo che ha accompagnato gli ultimi anni della Federazione, puntando su scelte visibili e immediatamente riconoscibili. L’elezione con un consenso vicino al 70% rappresenta un mandato ampio, ma allo stesso tempo carico di aspettative, soprattutto rispetto alla costruzione della futura Nazionale e alla definizione delle figure tecniche di riferimento.
Nel quadro delineato da Malagò emerge la volontà di intervenire non solo sulla guida tecnica, ma anche sull’impostazione complessiva del progetto sportivo. Il riferimento al periodo in cui il campionato italiano era considerato tra i più competitivi al mondo viene utilizzato come elemento di confronto rispetto alla situazione attuale. In questo scenario si inserisce la necessità di ricostruire un’identità forte per la FIGC, attraverso decisioni che possano incidere sia sul piano tecnico sia su quello della percezione pubblica, con particolare attenzione alle figure chiamate a guidare la Nazionale.
CT Italia: Conte avanti su Mancini e apertura a profili esteri
Il nodo del CT Italia rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’inizio mandato di Malagò, che in un’intervista a Repubblica ha affrontato direttamente il tema del futuro commissario tecnico. Tra i profili più discussi emergono quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, con quest’ultimo indicato come figura in grado di guadagnare terreno nella corsa alla panchina azzurra. Allo stesso tempo non viene esclusa la possibilità di una scelta straniera, segno di un approccio aperto nella valutazione delle alternative disponibili per la guida della Nazionale.
Malagò ha inoltre sottolineato alcuni criteri considerati fondamentali per la selezione del nuovo CT, evidenziando la necessità di un tecnico che porti entusiasmo e una piena condivisione del progetto tecnico. Viene richiamata anche la questione economica, indicata come un fattore importante ma non decisivo rispetto alla disponibilità complessiva del candidato. Sul fronte delle interlocuzioni, emerge che non vi sono stati contatti con Mancini e che nessuna società si è opposta alle valutazioni in corso, lasciando aperto un quadro ancora in fase di definizione.
Direttore tecnico e il ruolo degli ex campioni nella nuova FIGC
Accanto alla scelta del CT Italia, Malagò sta valutando anche la figura del Direttore Tecnico, con un orientamento preciso verso ex calciatori di alto profilo. Nell’intervista vengono citati nomi come Paolo Maldini, Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero e Roberto Baggio, indicati come possibili interlocutori per ricoprire un ruolo strategico all’interno della nuova struttura tecnica. L’idea è quella di inserire competenze maturate sul campo in un progetto che mira a rafforzare la connessione tra esperienza sportiva e gestione della Nazionale.
Il riferimento al passato del calcio italiano viene utilizzato anche per sottolineare come figure dirigenziali di grande peso avrebbero potuto, in altre epoche, investire maggiormente in infrastrutture come gli stadi, rinunciando a parte degli ingaggi dei calciatori. Questo elemento si inserisce nella riflessione più ampia sul sistema calcio e sulla necessità di costruire una struttura più solida. Il confronto tra esperienze diverse diventa così parte del ragionamento con cui la nuova dirigenza della FIGC sta impostando le prime decisioni operative.




