Ferrari, il sogno Mondiale svanisce a Monza: potenza e strategie affondano la Rossa, mentre Antonelli scrive la storia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La domenica del Gran Premio d’Italia aveva tutto per trasformarsi in una giornata di gloria per la Ferrari; il Tempio della Velocità, stracolmo di tifosi, attendeva il riscatto della Rossa. Invece, al termine dei cinquantatré giri, il bilancio per Maranello è desolante: un ritiro al secondo passaggio, un sesto posto e la dolorosa consapevolezza di aver visto il proprio sogno di gloria dissolversi sotto i colpi di una potenza di fuoco che, in questo 2026, sembra essere un'esclusiva della Mercedes.
Il fine settimana, iniziato con le due monoposto in seconda fila, si è trasformato in una débâcle tecnica e strategica che ha evidenziato tutti i limiti della SF-26, spazzando via ogni illusione di un possibile assalto al titolo iridato.
La potenza, il grande limite: l'analisi di Vasseur
Il punto dolente, quello che ha condizionato l'intera prestazione della Ferrari a Monza, è emerso con drammatica chiarezza: la mancanza di potenza pura. Sul circuito brianzolo, dove la velocità di punta è un fattore determinante, il deficit della power unit della Rossa si è rivelato insormontabile. A confermarlo è stato il team principal Frédéric Vasseur, il quale ha fornito un'analisi lucida e senza sconti della situazione. "Sapevamo che a Monza sarebbe stata dura.
La velocità di punta e i sorpassi sono stati il nostro vero problema", ha dichiarato il manager francese a caldo, come riportato da diverse testate, spiegando che il gap di prestazioni in rettilineo ha reso la vita impossibile ai suoi piloti, costringendoli a giocare d'anticipo sul consumo di energia, un azzardo che pagava a caro prezzo nel giro successivo. Non è una questione di gestione, ha sottolineato Vasseur, ma di pura cavalleria: il motore Mercedes è semplicemente più potente e su un tracciato come quello di Monza, questa differenza si è trasformata in un abisso.
Il team principal ha poi ricordato come il processo di sviluppo delle power unit sia estremamente lungo, specialmente sotto il regime di budget cap, e come non si potessero aspettare miracoli dal nuovo pacchetto di aggiornamenti, l'ADUO-2, introdotto proprio in occasione del Gran Premio di casa. Un passo in avanti, certo, ma non sufficiente a colmare il divario con le frecce d'argento.
Il caos alla partenza: il contatto Leclerc-Hamilton e il ritiro di Charles
La fragilità tecnica della Ferrari è stata però solo una delle componenti di un disastro annunciato. Il secondo ingrediente è arrivato al via, quando la tensione e l'aggressività tipiche di una gara di casa hanno giocato un brutto scherzo alla coppia di piloti. Alla prima chicane, Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono venuti a contatto: il monegasco, nel tentativo di difendere la posizione e attaccare le vetture che lo precedevano, ha chiuso la traiettoria al suo compagno di squadra, costringendolo ad allargarsi e a perdere diverse posizioni.
Un episodio che ha scatenato la frustrazione di Hamilton, ma che è stato subito messo in ombra da quanto accaduto pochi istanti dopo. Al secondo giro, Leclerc, nel tentativo di respingere l'attacco di Oscar Piastri, ha perso il controllo della sua monoposto alla Parabolica, schiantandosi violentemente contro le barriere. L'impatto è stato tremendo, ma il pilota monegasco è sceso dalla vettura da solo, per poi sedersi a bordo pista, sconsolato, in attesa dei controlli medici che lo avrebbero poi dichiarato in buone condizioni.
La bandiera rossa ha interrotto la gara, bloccando per oltre mezz'ora il sogno di un intero popolo.
La rinascita di Hamilton e la strategia rinunciataria
Dopo la ripartenza, per la Ferrari si è trattato di una corsa di rincorsa, con un solo pilota a rappresentare i colori del Cavallino. Lewis Hamilton, penalizzato dal contatto iniziale e da una vettura non all'altezza della situazione, è riuscito a risalire fino al sesto posto, ma la sua gara è stata un costante confronto con i limiti della SF-26. Il pilota inglese, abituato a lottare per le posizioni che contano, si è trovato spesso bloccato in scia, incapace di sfruttare la potenza necessaria per attaccare e superare le vetture che lo precedevano.
Lo stesso Vasseur ha ammesso che il ritmo della vettura in aria pulita era accettabile, ma che in lotta ci si perdeva troppo tempo e la scelta di non effettuare una sosta aggiuntiva per Hamilton, e tentare un azzardo, è stata dettata proprio dalla consapevolezza che eventuali sorpassi sarebbero stati un'impresa proibitiva.
Una strategia, più che rinunciataria, dettata dalla cruda realtà di una vettura che, su un circuito come Monza, non aveva gli strumenti per competere con le Mercedes e le McLaren, come sottolineato anche da alcuni opinionisti di Sky Sport.
Il giorno della gloria: la rimonta storica di Kimi Antonelli
E mentre la Ferrari affondava nei propri limiti, un italiano regalava al pubblico di Monza l'impresa che nessuno si aspettava. Andrea Kimi Antonelli, il ventenne bolognese della Mercedes, ha scritto una pagina indelebile della storia della Formula 1. Partito dalla diciannovesima posizione a causa di una penalità per la sostituzione della power unit, il giovane pilota ha compiuto una rimonta da manuale, che è valsa la sua settima vittoria in carriera e un vantaggio di sessantasei punti in classifica mondiale sul compagno di squadra George Russell.
Una prestazione magistrale, condita da un duello epico con lo stesso Russell negli ultimi giri, dove Antonelli ha dimostrato tutto il suo carattere e il suo talento, uscendo persino di pista alla prima chicane per un errore in un tentativo di sorpasso, per poi rialzarsi e infilare il compagno con un movimento perfetto alla variante Ascari. Un successo che mancava a un pilota italiano nella gara di casa da sessant'anni, dall'impresa di Ludovico Scarfiotti nel lontano 1966.
Al terzo posto è salito Max Verstappen, a completare un podio che per la Ferrari suona come una beffa, ma per gli appassionati italiani è stato il coronamento di un sogno che, per una volta, vestiva i colori di una Mercedes.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
