Robinio Vaz, Arena e Venturino: il tridente più giovane della Roma negli ultimi quindici anni spazza via la crisi
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Redazione Sport
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La marea nera che sembrava aver inghiottito la Roma, trascinandola in un vortice di prestazioni opache e delusioni europee, si è infranta contro la spregiudicatezza di un tridente che, per età anagrafica, farebbe invidia a qualsiasi settore giovanile. Gian Piero Gasperini, nel finale del match contro il Lecce, ha pescato a piene mani dalla sua “cantera” confezionando un terzetto offensivo – composto da Robinio Vaz, Antonio Arena e Lorenzo Venturino – la cui età media rasenta il limite della maggiore età, un azzardo che nei fatti si è rivelato una mossa da maestro di scacchi. A certificare il cambio di passo, al di là del risultato stretto ma pesantissimo, è stato il dato statistico emerso al triplice fischio: mai, negli ultimi quindici anni, la formazione capitolina aveva chiuso una partita con tre under 20 schierati contemporaneamente in avanti, una scommessa vinta che restituisce linfa nuova a un ambiente reso nervoso dalle recenti battute d’arresto.
Il copione della sfida all’Olimpico, vinta per 1-0, si è dipanato tra la fatica di un primo tempo sofferto e la luce improvvisa accesa nella ripresa. Il vantaggio, arrivato al 57’, porta la firma di Robinio Vaz – il francese classe 2007 acquistato a gennaio dal Marsiglia – che con un colpo di testa preciso ha finalizzato un’azione iniziata sulla sinistra. A servire l’assist è stato Mario Hermoso, il quale, nel medesimo frangente, si è reso protagonista di una doppia prestazione da assoluto protagonista: dopo aver confezionato la rete del vantaggio, ha salvato il risultato con un intervento miracoloso sulla linea di porta, negando a Santiago Pierotti il pareggio che avrebbe potuto cambiare la storia della partita. In mezzo a queste due azioni decisive, Gasperini ha orchestrato il futuro: prima l’ingresso di Vaz, poi quello di Arena al posto di Malen e, infine, l’inserimento di Venturino, un trio la cui età complessiva, 55 anni, rappresenta un manifesto tecnico per una squadra che rincorre la Champions League.
L’analisi delle scelte di formazione rivela una gestione oculata delle risorse, dettata anche dalle assenze pesanti in rosa. Con Dovbyk e Ferguson fermi ai box, oltre ai lungodegenti Dybala e Soulé, la Roma ha trovato nella vivacità dei suoi giovani la risposta alla necessità di cambiare passo in classifica. Se Vaz ha già dimostrato di essere l’investimento più oneroso – arrivato per una cifra complessiva che può raggiungere i 30 milioni di euro – Venturino e Arena rappresentano altrettante scommesse del direttore sportivo Massara, il quale ha pianificato un futuro che è già diventato presente. L’ingresso di Arena, un 2009 cresciuto nel Pescara, e Venturino, prelevato dal Genoa con un’opzione da 7 milioni, non è stato un semplice contentino per i tifosi, ma un preciso cambio di paradigma tattico voluto dall’allenatore per alzare il baricentro e dare maggiore freschezza a una squadra che rischiava di affondare sotto il peso della pressione.
L’impronta tattica di Gasperini e l’aggancio alla zona Champions
Al di là dell’aneddoto legato alla giovane età dei calciatori, il successo sul Lecce consegna alla Roma un risultato concreto nella corsa all’Europa che conta. I tre punti conquistati, infatti, consentono ai giallorossi di agganciare la Juventus al quinto posto, portandosi a sole tre lunghezze dal Como, attualmente quarto. La partita, dominata in termini di possesso palla – con picchi del 74% nel primo tempo – ha però evidenziato le difficoltà nel creare varchi contro un Lecce compatto, costringendo Gasperini a dosare le energie mentali di un gruppo appena uscito dalla delusione dell’eliminazione in Europa League. La scelta di concludere la gara con un tridente offensivo così verde rappresenta quindi una soluzione di necessità che si è trasformata in un punto di forza, capace di sovvertire le gerarchie iniziali.
La dinamica della sfida ha visto, oltre al gol di Vaz, anche un annullamento per fuorigioco a Nicolò Pisilli nella prima frazione, un episodio che non ha scoraggiato la ricerca della via della rete da parte dei capitolini. L’infortunio di Gianluca Mancini, costretto a lasciare il campo all’intervallo, ha aggiunto un’ulteriore tegola in una giornata già complicata sotto il profilo fisico, ma la solidità mostrata da Hermoso e dalla linea difensiva – con Svilar attento tra i pali – ha garantito la quarta porta inviolata nelle ultime uscite casalinghe. Questa tenuta difensiva, unita alla capacità di sfruttare il momento decisivo di un giovane talento, disegna un quadro in cui la necessità di gestire la rosa si intreccia con la voglia di ribaltare un periodo segnato da troppe ombre.




