Gasperini lancia i ragazzi, il futuro della Roma si chiama Vaz, Arena e Venturino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un momento, nel calcio, in cui l’esperienza lascia spazio all’istinto, e spesso è in quel frangente che si capisce davvero la natura di una squadra. Nel finale di Roma-Lecce, Gian Piero Gasperini ha offerto una pagina di storia recente giallorossa, se non altro per l’età di chi, in quel frangente, aveva il compito di gestire la vittoria. L’allenatore, che per tutta la serata aveva osservato dalla linea laterale con la sua consueta intensità, ha pescato dalla panchina i suoi jolly più verdi, confezionando un tridente offensivo che non si vedeva in quel di Trigoria da almeno quindici anni: Robinio Vaz, Antonio Arena e Lorenzo Venturino. Un terzetto, quello entrato negli ultimi scampoli di gioco, la cui età anagrafica somma fa impressione, segno di una politica di valorizzazione che in questo momento, per necessità o per scelta, sta diventando il marchio di fabbrica della gestione.

Un record di gioventù nel momento della verità

Il dato statistico, per chi ama leggere tra i numeri, racconta di una scommessa vinta. Quando Venturino ha rilevato Pellegrini all’80’, ha completato un reparto offensivo composto da un 2009, Arena, un 2007, Vaz, e un 2006, lo stesso Venturino che a giugno spegnerà venti candeline. È l’attacco più giovane degli ultimi quindici anni in casa giallorossa, un esperimento tattico che profuma di futuro ma che, in quella domenica di marzo, serviva a blindare un risultato prezioso. Non era solo un gesto simbolico, ma una necessità tattica imposta da un calendario che ha messo a dura prova le gambe dei titolari. D’altronde, se l’investimento su Vaz (arrivato a gennaio per una cifra importante) doveva dare frutti, è proprio in serate come queste che ci si aspetta la scossa.

Vaz, il colpo di testa che cambia la classifica

A dare la scossa, effettivamente, ci ha pensato il francese classe 2007. Subentrato nella ripresa al posto di El Aynaoui, Robinio Vaz ha impiegato appena sei minuti per scrivere il proprio nome nel referto della gara. Il suo primo gol in maglia giallorossa, arrivato con un preciso colpo di testa su cross dalla sinistra di Mario Hermoso, è valso i tre punti contro un Lecce volenteroso. Un gol che sa di riscatto per un ambiente che nelle settimane precedenti aveva dovuto fare i conti con l’amarezza dell’eliminazione europea per mano del Bologna. Con questa vittoria, la Roma aggancia la Juventus al quinto posto in classifica, portandosi a tre lunghezze dal Como, attualmente quarto, e riaccendendo così un aggancio alla zona Champions che sembrava ormai compromesso.

Il silenzio di Gasperini e i riflessi della corsa europea

Alla fine della sfida, l’allenatore ha scelto il silenzio. Ufficialmente per un’indisposizione, un mutismo che però, in un momento così delicato, finisce inevitabilmente per farsi rumore. Intanto la squadra, intorpidita dalle ultime prestazioni opache, torna a respirare. Merito anche della solidità difensiva di Hermoso, che dopo aver servito l’assist per Vaz si è reso protagonista di un salvataggio sulla linea di porta nel finale, negando a Pierotti la gioia del pareggio. È stato un messaggio chiaro: mentre la corsa per la Champions entra nel vivo, con un calendario che riserva scontri diretti infuocati contro Atalanta e Lazio, la Roma ha bisogno di tutti, dai veterani ai giovanissimi.

L’identità del futuro si costruisce nel presente

Se il gol di Vaz rappresenta il presente immediato, il tridente formato con Arena e Venturino rappresenta la direzione intrapresa dalla dirigenza. Arena, arrivato dal Pescara, è il più giovane del gruppo, mentre Venturino si sta ritagliando spazio dopo il trasferimento dal Genoa. La loro presenza contemporanea sul campo dell’Olimpico non è un caso isolato, ma il riflesso di un percorso di crescita interno che Gasperini ha deciso di accelerare. Un modo, forse, per scrollarsi di dosso le tensioni di un periodo difficile e guardare alle ultime otto giornate con un gruppo che, al netto delle difficoltà, ha dimostrato di saper reagire quando messo alle corde.

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