Roma-Lecce 1-0, il primo gol di Vaz vale l’aggancio alla Juventus: Gasperini lancia i giovani e risponde al Como
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Redazione Sport
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L’Olimpico trattiene il fiato per oltre cinquanta minuti, ma alla fine deve arrendersi a un’esplosione di gioventù. La Roma batte il Lecce 1-0 nella trentesima giornata di Serie A, trovando il gol che mancava da un mese esatto, per la precisione dal 21 febbraio, e agganciando la Juventus al quinto posto in classifica a quota 54 punti. A deciderla, con un colpo di testa che pesa come un macigno nella corsa alla zona Champions, è stato Robinio Vaz, il francese classe 2007 arrivato a gennaio dal Marsiglia per una cifra importante (circa 25 milioni più bonus) e subito decisivo con la sua prima rete in maglia giallorossa. Una rete, quella del giovane attaccante, che permette a Gian Piero Gasperini di rispondere alla vittoria del Como – terzo in classifica a +3 – e di rimettere la freccia nella rincorsa al quarto posto, tenendo vive le speranze europee di una piazza che chiedeva segnali dopo le recenti delusioni.
Prima dell’intervallo, però, il copione sembrava destinato a scivolare via senza sussulti, tra la fatica evidente di chi arriva da un ciclo di partite serrato e la prudenza tattica di chi deve difendere il proprio fortino. La Roma, seppur padrona del possesso palla, ha faticato a trovare varchi in una difesa salentina compatta. Le migliori occasioni sono arrivate da calci piazzati o da iniziative personali: Pellegrini ha impegnato Falcone con un destro dal limite, mentre Mancini si è fatto vivo con inserimenti sulla fascia destra, ma il primo tempo si è chiuso a reti bianche. La squadra di Gasperini, come ammesso in sede di post-partita anche dal tecnico avversario, sembrava risentire dell’eliminazione in Europa League e del logorio delle ultime uscite, ma il cambio di marcia nella ripresa ha cambiato radicalmente l’inerzia del match.
Il tecnico di Grugliasco ha pescato dalla panchina la soluzione vincente appena cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo, inserendo Robinio Vaz al posto di El Aynaoui. Una mossa che ha dato i suoi frutti immediatamente: al 57’, uno scambio tra Malen e Hermoso sulla sinistra ha liberato lo spagnolo, che ha messo al centro un cross al bacio per l’inserimento del giovane francese sul secondo palo; Vaz ha schiacciato di testa, spiazzando Falcone, e ha regalato il vantaggio alla Roma. Da quel momento, il match si è aperto a una fase di maggiore equilibrio, con il Lecce che ha provato a reagire. La formazione di Eusebio Di Francesco ha sfiorato il pareggio in almeno due circostanze clamorose, con Svilar costretto a un miracolo su N’Dri e con Hermoso provvidenziale a salvare il risultato sulla linea dopo un tiro di Pierotti.
Eusebio Di Francesco, tornato all’Olimpico da avversario, ha commentato la prestazione dei suoi con un misto di rammarico e realismo, sottolineando come la Roma sia riuscita a sorprenderlo proprio sotto il profilo fisico. “Peccato perché creare opportunità a Roma non è facile, contro una squadra compatta come loro e noi facciamo fatica a fare gol. Abbiamo preso un gol per una loro bella giocata. Bravi loro, un po' ingenui noi nel concedere quel cross”, ha dichiarato il tecnico del Lecce. Il dato più significativo delle sue parole, però, è legato alla condizione atletica avversaria: “Me li aspettavo un po' stanchi e invece li ho visti belli determinati. È la reazione delle squadre forti che tirano fuori quel qualcosa in più nei momenti di difficoltà”, ha aggiunto Di Francesco. Sul piano offensivo, il tecnico ha giustificato la scelta di Stulic come centravanti per cercare di “tirare fuori i centrali”, ammettendo però che la manovra non è stata fluida come sperato e che la squadra ha impensierito troppo poco la Roma.
Le pagelle e la strategia dei giovani: Hermoso decisivo, attacco con tre under 20 nel finale
Le pagelle della partita restituiscono l’immagine di una Roma che si affida alla solidità dei suoi veterani e alla freschezza dei suoi talenti. Mario Hermoso ha ricevuto il punteggio più alto (7), non solo per l’assist del gol, ma per un intervento salvifico sulla linea di porta nel finale che ha evitato il pareggio. La critica ha sottolineato come lo spagnolo sia stato una “guida spirituale” per i tanti giovani schierati in campo. Anche Svilar, dopo un periodo in ombra, ha ritrovato la vena da “supereroe” con una parata decisiva su N’Dri, mentre Ndicka ha gestito con serenità la retroguardia. Gasperini, dal canto suo, ha mandato un segnale forte sul futuro: dopo il vantaggio, i cambi hanno abbassato vertiginosamente l’età media dell’attacco. Nel finale, infatti, sono entrati Antonio Arena (classe 2009, 16 anni) e Lorenzo Venturino (classe 2006, 19 anni), formando un tridente offensivo composto da tre under 20 che hanno chiuso la partita con grinta ed entusiasmo. Un azzardo calcolato che ha pagato, restituendo freschezza a una squadra che dovrà gestire la pressione di una corsa Champions che promette di restare aperta fino all’ultima giornata, con l’Atalanta pronta a rientrare nei giochi nelle prossime settimane.




