Voli notturni a Bologna, Clancy: "Osservatorio aeroporto per una convivenza reale"
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Redazione Economia
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La vertenza sui voli notturni all’aeroporto Marconi di Bologna, un tema che da anni accende il dibattito tra esigenze di mobilità e diritto alla quiete, si arricchisce di un nuovo capitolo istituzionale. La vicesindaca Emily Clancy, riprendendo le istanze sollevate dai comitati cittadini, ha annunciato la creazione di un Osservatorio permanente, concepito non come un mero strumento di monitoraggio acustico ma come un tavolo di lavoro volto a mediare una convivenza sostenibile, specialmente per i residenti del quartiere Navile nella zona di Bertalia, tra le più esposte al traffico aereo. «C’è chi pensa che il Comune possa decidere in autonomia», ha spiegato Clancy, sottolineando invece la complessità di un dossier in cui competenze e autorizzazioni sono frammentate tra diversi enti, in un intreccio che spesso diluisce le responsabilità e rende elusive soluzioni definitive. L’iniziativa, che mira a istituzionalizzare il confronto, arriva in un momento in cui i numeri del Marconi parlano chiaro e mostrano una crescita costante, rendendo ancora più urgente trovare un equilibrio.
I numeri record del Marconi e la pressione sul territorio
Proprio mentre si discute di limitazioni, infatti, lo scalo bolognese ha consolidato il suo trend positivo, confermando novembre come un mese di forte espansione. Con 775.427 passeggeri transitati, si è registrato un incremento del 9,4% rispetto allo stesso mese del 2024, un dato che si scompone in una crescita del 10,7% sul versante internazionale, con 598.670 persone, e un aumento del 5,1% su quello nazionale, che ha visto 176.757 passeggeri. Anche i movimenti degli aerei sono cresciuti, raggiungendo le 5.520 unità, con un +5,7%, mentre un lieve calo dell’1% ha interessato il trasporto merci, fermo a 3.683 tonnellate. Questi risultati, del resto, non costituiscono un picco isolato ma sono la spia di un andamento solido, che ha portato il Marconi a superare la soglia dei 10 milioni di passeggeri già nel corso degli undici mesi, toccando i 10.346.085, con un progresso del 3% sull’analogo periodo dell’anno precedente.
L'Osservatorio tra controllo e mediazione
La sfida per l’amministrazione comunale, pertanto, risiede nel governare uno sviluppo economico e infrastrutturale tanto vigoroso, cercando al contempo di attenuarne l’impatto sulla vita quotidiana di una parte della città. L’Osservatorio, in questa prospettiva, dovrebbe fungere da piattaforma dove incrociare dati tecnici, come quelli sul rispetto della fascia oraria di stop notturno – che Clancy ribadisce non essere pienamente applicata – e le segnalazioni dei cittadini, al fine di produrre analisi condivise e proposte operative. Si tratta, in sostanza, di tentare di colmare un deficit di comunicazione e di fiducia, trasformando le proteste, talvolta sfociate in azioni legali o in manifestazioni pubbliche, in un dialogo costruttivo e continuativo, sebbene i margini di intervento diretto del Comune siano, come ammesso dalla stessa vicesindaca, limitati da vincoli di competenza.
La ricerca di un equilibrio complesso
La questione, che affonda le radici negli anni e ha visto alternarsi stagioni di tensione e trattative, si presenta oggi sotto una luce nuova, caratterizzata da numeri da record che premiano la vocazione internazionale di Bologna ma che, inevitabilmente, accrescono la pressione sul fronte ambientale e della vivibilità. L’istituzione dell’Osservatorio rappresenta il tentativo di dare una risposta strutturata a un conflitto mai sopito, riconoscendo la legittimità delle preoccupazioni dei residenti senza ignorare il ruolo strategico dello scalo. La sua efficacia, però, sarà misurabile solo dalla capacità di tradurre il monitoraggio in azioni concrete, in un contesto normativo e settoriale complesso, dove la ricerca di una mediazione accettabile per tutti gli attori in gioco resta un obiettivo ambizioso e di non facile realizzazione.




