Jeep Recon, il fuoristrada elettrico che sfida le piste con 650 cavalli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La casa dell'ovale verde svela ufficialmente la sua nuova creatura, un modello che si colloca in una posizione strategica, bilanciando l'eredità rugged della Wrangler con le esigenze contemporanee di un mercato sempre più orientato verso la mobilità a zero emissioni. La Recon, la quale condivide la piattaforma Stla Large con altri modelli del gruppo, rappresenta una scommessa tecnologica e di prodotto in un contesto industriale profondamente mutato rispetto agli originari piani di elettrificazione totale del marchio sotto la guida di Carlos Tavares. Un cambio di rotta, questo, che non ha però impedito di portare a compimento lo sviluppo di un veicolo dalle ambizioni chiaramente definite.
Potenza e autonomia per un fuoristrada a batteria
Il propulsore della Jeep Recon è interamente elettrico, una scelta che si traduce in numeri di assoluto rilievo per il segmento dei fuoristrada. La potenza massima erogata raggiunge infatti i 650 cavalli, affiancati da una coppia di 840 Newtonmetro, valori resi possibili dall'impiego di due motori collocati su ciascun asse. Questa configurazione garantisce non soltanto la trazione integrale permanente, essenziale per le asperità del terreno, ma anche prestazioni su strada di alto livello, con l'accelerazione da 0 a 100 chilometri orari coperta in appena 3,6 secondi. L'autonomia, altro parametro cruciale per un veicolo concepito anche per le lunghe percorrenze in ambienti remoti, si attesta sui 450 chilometri, un dato che la proietta nella fascia alta delle proposte attuali.
Le geometrie e la filosofia "fai-da-te"
Oltre alla potenza bruta, la Recon eredita dalla tradizione Jeep le doti fuoristrada, certificate dal bollino Trail Rated. Le sue geometrie sono studiate per superare ostacoli con disinvoltura: l'angolo di attacco è di 34 gradi, quello di uscita di 34,5 e il ventre si solleva da terra con un angolo di 23,5 gradi. La filosofia del "fai-da-te", un tratto distintivo dei modelli più iconici del brand, viene reinterpretata in maniera innovativa negli interni. Ryan Nagode, Vicepresidente e Responsabile dell'Interior Design di Stellantis Nord America, ha sottolineato come l'approccio modulare spinga i proprietari a personalizzare attivamente gli spazi interni, utilizzando strumenti semplici come le chiavi Torx per smontare e rimontare componenti, un invito esplicito a "sporcarsi le mani" oltre che a guidare su terreni impervi.
Piano industriale e lancio sul mercato
La produzione del veicolo è destinata a partire dai primi mesi del 2026 nello stabilimento di Toluca, segnando un capitolo importante nella transizione elettrica dei suoi impianti. Le consegne, denominate "Recon 2026", avranno una rollout graduale: il modello debutterà inizialmente nei mercati nordamericani, Stati Uniti e Canada, per poi espandersi a livello globale nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno successivo. I due moduli di trazione elettrica Stellantis da 250 kW ciascuno, che integrano in un'unica unità compatta motore, cambio ed elettronica di potenza, costituiscono il cuore tecnologico di questa operazione, dimostrando come l'architettura dedicata possa essere sfruttata per veicoli dalle caratteristiche estreme.




