La maratona delle qualificazioni ai Mondiali del Sud America: un sistema che funziona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'ultimo incontro tra Brasile e Argentina ha fatto la storia, sia in positivo che in negativo. Vincendo 0-1, la Selección è diventata la prima Nazionale a violare il Maracanã in una gara di qualificazione ai Mondiali. Le immagini degli scontri tra la polizia locale e i tifosi argentini, a cui hanno partecipato anche alcuni calciatori, tra cui El Dibu Martínez, hanno fatto il giro dei social e quindi del mondo, evidenziando una volta di più il problema della violenza negli stadi sudamericani.

Nella bruttissima notte del Maracanà, c'è stato spazio anche per un gesto poco edificante di Di Maria, che non è passato inosservato e che potrebbe costare al calciatore un lunghissimo stop da parte del giudice sportivo. Che Brasile-Argentina, valevole per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, potesse essere una gara particolarmente tesa rientrava nella logica delle cose, che si trasformasse in una corrida un po' meno.

L'effetto Milei sul Messi leader e Ancelotti ha suscitato reazioni. "Poteva essere una strage", ha firmato Leo Messi. "Era intollerabile". Proprio lui che, giusto un anno fa, fresco campione del mondo non si era preoccupato di una devota messinscena con tunica, una sfilata da inginocchiato davanti all'emiro del Qatar. La sciagurata celebrazione di Brasile-Argentina ha regalato scene di violenza già vista tra brasiliani e argentini e, chissà mai, un pugno di dubbi e novità.

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