Basile lancia 15 liste e sei (su sette) candidati alle Municipalità di Messina
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Redazione Interno
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Il Palacultura di Messina, gremito in ogni ordine di posti e con molti sostenitori costretti a seguire l'evento dall'esterno o in piedi lungo i corridoi, ha fatto da cornice all'avvio ufficiale della campagna elettorale di Federico Basile. L'ex sindaco, dimessosi nelle settimane scorse per consentire il ricorso anticipato alle urne, è tornato a parlare alla città dal medesimo palco che lo aveva visto protagonista nel 2022, e lo ha fatto affiancato dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca. L'evento, più che una semplice presentazione, ha assunto i contorni di una vera e propria prova muscolare: l'obiettivo dichiarato, più volte ripetuto negli ultimi mesi, di superare il migliaio di candidati complessivi tra consiglio comunale e circoscrizioni, sembra infatti essere sempre meno un miraggio e sempre più una concreta possibilità. Sono quattrocentottanta, per la precisione, i nomi in corsa per uno scranno a palazzo Zanca, mentre cinquecentosessantasette sono quelli che si contenderanno le poltrone delle sette Municipalità, per un totale che al momento sfiora già le millequarantasette candidature.
La macchina organizzativa e i nuovi innesti
L'architettura politica costruita attorno alla ricandidatura di Basile poggia su quindici liste ufficiali, un numero che testimonia la capacità di penetrazione del movimento nelle diverse anime della società cittadina. Si va da Costa Blu a Liberi e Forti, da Zancle a Futuro adesso, per proseguire con Orgoglio messinese, La politica del fare, Lavoro e solidarietà, Sviluppo sostenibile, Giovani con Cateno, De Luca sindaco di Sicilia, Messina protagonista, Amo Messina, Federico per Messina, fino naturalmente a Sud chiama Nord e Basile sindaco. Accanto ai volti noti della passata gestione, tra cui figurano ex assessori ed ex presidenti delle partecipate che hanno costituito l'ossatura amministrativa del cosiddetto "monocolore" deluchiano, si registrano ingressi significativi provenienti da altri schieramenti. Hanno infatti aderito, tra gli altri, Piero La Tona, Angelo Burrascano, Arturo Alonci, Massimo Rizzo e Diego Indaimo, quest'ultimo con un passato nel centrosinistra, mentre Mirko Cantello arriva da una recente e polemica fuoriuscita dal centrodestra. Non mancano figure come Paolo David, Paolo Saglimbeni e Giovanna Crifò, a testimonianza di un lavoro di cesellamento portato avanti nei mesi.
La squadra per le Municipalità e il tassello mancante
Per quanto riguarda la governance delle sette circoscrizioni, la squadra è stata definita in larga parte, con l'eccezione di un candidato per la seconda Municipalità. Alla guida della prima circoscrizione è stato designato Enzo Messina, proveniente dall'Udc; per la terza la scelta è ricaduta su Lino Cucè, già presidente della stessa Municipalità tra il 2018 e il 2022 e successivamente nel consiglio d'amministrazione di Messina Servizi dopo l'abbandono di Forza Italia. Renato Coletta, forte di un trascorso prima nel Movimento 5 Stelle e poi nel Partito Democratico, è il candidato per la quarta circoscrizione. Beatrice Belfiore guiderà invece la lista per la quinta, mentre Sasha Cardile è stato designato per la sesta e Ninni Caprì per la settima. Resta dunque scoperto, in attesa di una decisione che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, il nome per la seconda Municipalità, un particolare che lascia intendere come la macchina organizzativa sia ancora in movimento e pronta a ulteriori aggiustamenti.
La ricostruzione di De Luca e la terza fase
Dal palco, Cateno De Luca ha ripercorso le tappe del percorso politico che ha portato alla riconquista di palazzo Zanca, rivendicando con forza i risultati ottenuti. Abbiamo ereditato una non-città, ha esordito, ricordando lo slogan del pessimismo imperante secondo cui a Messina non c'era niente. La prima fase, quella dell'emergenza, è servita a scardinare un sistema che teneva la città bloccata. Poi, dal 2022, la fase della normalità affidata a Basile. Ora, ha scandito, si apre la terza fase, quella strategica, che dovrà proiettare Messina verso uno sviluppo ulteriore. Nel suo intervento, De Luca ha rivendicato il superamento della gestione delle cooperative con il passaggio a Messina Social City, e ha difeso l'operato sul risanamento, sostenendo di aver sbloccato una situazione ferma e di aver raggiunto il cinquanta per cento dei lavori. Non sono mancate stoccate agli avversari, in particolare al candidato del centrodestra Marcello Scurria, accusato di aver sempre comandato senza però mai ottenere successi elettorali, e al ministro Salvini, bersagliato per i continui annunci sul ponte sullo Stretto. De Luca ha anzi rilanciato, invocando una legge speciale per l'infrastruttura che tuteli gli espropriandi. Federico Basile, nel suo discorso, ha invece puntato i riflettori sui numeri della gestione finanziaria, sottolineando come il debito sia sceso da cinquecento milioni a quattordici, un traguardo che, a suo dire, dal prossimo anno si tradurrà in un rafforzamento dei servizi per i cittadini, liberando risorse precedentemente assorbite dalle rate.




