Terrore sui mezzi pubblici milanesi, un minorenne accoltella due ragazzi
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Redazione Interno
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Il panico ha attraversato la rete dei trasporti milanesi nella serata di ieri, quando le azioni violente di un minorenne hanno trasformato un autobus e una stazione della metropolitana in teatri di paura. L'aggressore, un quindicenne italiano, ha prima ferito con armi da taglio due ragazzi nel mezzanino della fermata Lambrate della linea verde, causando lesioni gravi alle gambe che hanno richiesto l'intervento del personale sanitario del 118. Subito dopo, gettato via il giubbotto per confondere le ricerche, è salito su un mezzo Atm dove, estraendo una roncola con una lama di ventun centimetri nascosta sotto la felpa, ha minacciato i passeggeri, seminando ulteriore terrore prima che l'intervento tempestivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile ponesse fine alla sua fuga.
L'aggressione apparentemente immotivata
La dinamica dei fatti, ancora al vaglio degli investigatori, sembra delineare un'aggressione scaturita da una provocazione verbale percepita. Uno dei due giovani palermitani, diciannovenni giunti a Milano per un fine settimana, ha riferito di essere stato notato dal minorenne già in un precedente incontro, avvenuto senza scambio di parole alla stazione Cadorna della linea M2. È in quel frangente che il più giovane, descritto con indosso una tuta e un giubbotto neri e uno scaldacollo blu, avrebbe fissato i due con sguardo di sfida, un preludio a quanto sarebbe accaduto più tardi, quando l'ha inveito contro di loro con l'insulto "Devi chiudere quella bocca di m.", per poi colpirli alle gambe con un coltello, in un episodio di violenza che appare, dalle prime testimonianze, del tutto immotivato.
La catena degli eventi violenti
La sequenza degli avvenimenti, ricostruita attraverso le dichiarazioni delle vittime e le indagini delle forze dell'ordine, disegna una escalation rapida e preoccupante. Dopo l'aggressione nella metropolitana, il quindicenne ha cambiato abbigliamento per non essere riconosciuto, nascondendo il giubbotto nello zaino, e ha cercato rifugio nella folla di un autobus in transito. Lì, tuttavia, ha fatto nuovamente ricorso alla violenza, estraendo un'arma differente, la roncola, e brandendola contro gli altri passeggeri, alcuni dei quali sono riusciti a lanciare l'allarme. È stata questa seconda azione a consentire ai militari, già allertati per il fatto precedente, di individuarlo e di procedere all'arresto per lesioni personali aggravate, mentre l'arma è stata sequestrata.
Il quadro giudiziario per il minore
Il giovane, trattenuto in caserma, dovrà ora rispondere delle accuse formulate, in un procedimento che seguirà l'iter previsto per i minorenni. Gli investigatori stanno esaminando ogni dettaglio, dalle immagini di videosorveglianza alle testimonianze dei presenti sui due mezzi, per accertare con precisione le dinamiche e le possibili concause dell'accaduto, senza trascurare alcun elemento utile a comprendere le ragioni di un gesto così efferato. Le condizioni delle due vittime, seppur gravi, non sarebbero di pericolo per la loro vita, un dato che, pur nella drammaticità degli eventi, assume un rilievo non secondario nel contesto dell'inchiesta in corso.




