Ferrari ed Exor: movimenti azionari e impatti sul mercato
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Redazione Economia
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Ferrari ha annunciato di aver acquistato 666.666 azioni proprie ordinarie da Exor, la holding della famiglia Agnelli, per un valore complessivo di circa 300 milioni di euro. L’operazione, finanziata interamente con le disponibilità liquide della casa automobilistica di Maranello, rientra nel programma pluriennale di buyback avviato nel 2022, che prevede l’acquisto di azioni proprie per un totale di 2 miliardi di euro. Il piano, approvato dall’assemblea degli azionisti lo scorso aprile, autorizza Ferrari a riacquistare fino al 10% delle proprie azioni ordinarie entro un periodo di diciotto mesi.
Parallelamente, Exor ha comunicato di aver completato la vendita di circa 7 milioni di azioni Ferrari, pari al 4% del capitale sociale, attraverso un’offerta accelerata riservata a investitori istituzionali. L’operazione, che ha generato proventi per 3 miliardi di euro, riduce la quota di Exor nel Cavallino Rampante dal 24% al 20%, pur mantenendo il 30% dei diritti di voto. La decisione di Exor di alleggerire la propria partecipazione in Ferrari, pur ribadendo il sostegno alla strategia a lungo termine del costruttore automobilistico, riflette una volontà di diversificazione e maggiore flessibilità operativa.
Il mercato ha reagito con immediatezza all’annuncio: il titolo Ferrari ha registrato un calo del 7,16% alla Borsa di Milano, evidenziando la sensibilità degli investitori alle dinamiche azionarie della società. Nonostante ciò, Exor ha sottolineato di rimanere il principale azionista di riferimento, confermando l’impegno a sostenere la crescita e la strategia del gruppo.
L’operazione di buyback da parte di Ferrari, che rappresenta la settima tranche del programma avviato due anni fa, mira a ottimizzare la struttura del capitale e a sostenere il valore delle azioni, mentre la vendita da parte di Exor si inserisce in un contesto più ampio di riallocazione delle risorse. La holding, che controlla anche altre realtà come Stellantis e The Economist, ha dichiarato di voler sfruttare le opportunità di mercato, senza però rinunciare al ruolo di azionista di riferimento per Ferrari.




