Perché Exor fa sbandare Ferrari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La cessione del 4% delle azioni Ferrari da parte di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ha scatenato un terremoto in Borsa, con il titolo del Cavallino che ha perso fino all’8% in una sola giornata. L’operazione, che ha portato nelle casse di Exor circa 3 miliardi di euro, è stata realizzata attraverso un’offerta di accelerated bookbuild, una procedura che consente di cedere rapidamente una quota di azioni a investitori istituzionali. Questo passaggio riduce la partecipazione di Exor in Ferrari dal 24,8% al 20,8%, pur mantenendo la holding il ruolo di maggiore azionista singolo, con il 30% dei diritti di voto e il 20% dei diritti economici.

Nonostante le rassicurazioni di Exor, che ha ribadito il proprio impegno come azionista di lungo termine, il mercato ha reagito con nervosismo. Il crollo delle azioni Ferrari arriva dopo un anno di performance straordinarie, con il titolo che aveva toccato un +25% nel 2024, raggiungendo un record storico a Piazza Affari. La decisione di Exor, tuttavia, sembra dettata da una strategia di diversificazione degli investimenti, piuttosto che da una mancanza di fiducia nei confronti del marchio automobilistico.

Secondo fonti interne alla holding, l’obiettivo principale dell’operazione sarebbe quello di "fare cassa" per finanziare nuovi progetti in settori diversi da quello automotive. Una mossa che, sebbene non direttamente collegata ai risultati di Stellantis – altro colosso controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann –, riflette una logica di riallocazione delle risorse. La vendita del 4% di Ferrari, infatti, non solo garantisce un ingente flusso di liquidità, ma permette a Exor di mantenere una posizione di rilievo nel capitale del Cavallino, pur riducendone la quota.

Il tonfo in Borsa, tuttavia, ha lasciato perplessi molti piccoli azionisti, che si interrogano sulle ragioni di un calo così marcato. Se da un lato la cessione di una quota così significativa può aver generato timori di un disimpegno progressivo da parte di Exor, dall’altro è innegabile che la holding continui a rappresentare un pilastro solido per Ferrari, con un peso decisionale ancora rilevante.

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