Ritardi fino a 140 minuti a Milano Centrale, caos alta velocità per nuovi sabotaggi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La circolazione ferroviaria lungo la linea dell'alta velocità è stata nuovamente presa di mira, e le conseguenze, come ormai accade con preoccupante frequenza, si sono riversate come un macigno sui binari di mezza Italia. Alla Stazione di Milano Centrale la giornata di oggi, 14 febbraio, si è trasformata in un calvario di attese interminabili per migliaia di viaggiatori, con i tabelloni luminosi che hanno segnato ritardi da capogiro e soppressioni a raffica, diretta conseguenza degli ennesimi atti dolosi che hanno preso di mira le infrastrutture nel Lazio. L’onda lunga dei danneggiamenti, avvenuti in particolare sulla Roma-Napoli e sulla Roma-Firenze, ha raggiunto il capoluogo lombardo con numeri impressionanti: un convoglio proveniente da Roma Termini, il cui arrivo era previsto per le 13.35, ha accumulato un ritardo di 140 minuti, mentre per chi attendeva il treno da Salerno delle 13.50 lo schermo segnava 130 minuti di attesa. Non è andata meglio per chi aveva programmato un viaggio in direzione opposta: un Italo in arrivo da Roma è stato addirittura soppresso, così come è stato cancellato il collegamento da Torino Porta Nuova delle 14.50, lasciando i passeggeri a terra senza alternative immediate.
Le testimonianze dei viaggiatori tra rassegnazione e rabbia
Passeggiando tra i binari della stazione milanese, si respira un'aria di sconforto misto a una rabbia fredda, quella di chi subisce un danno che va oltre la semplice perdita di tempo. Le voci dei diretti interessati dipingono un quadro di inefficienza subita con impotenza. Qualcuno, come uno studente diretto a Losanna, ha visto la propria "odissea" iniziare con un regionale in ritardo di 45 minuti da Arezzo, per poi proseguire con un Frecciarossa da Firenze arrivato a destinazione con quasi due ore di ritardo, un contrattempo che lo ha costretto ad acquistare un nuovo biglietto per la Svizzera, affrontando così anche un danno economico non preventivato. C’è chi, come il signor Adolfo in attesa davanti al tabellone delle partenze, avrebbe dovuto lasciare Milano alle 12.20 per Napoli e ora spera, con poca fiducia, di riuscire a salire su un treno intorno alle 18.20, commentando con amarezza come questi gesti, a prescindere dalla matrice, finiscano per colpire unicamente la gente comune. E non manca chi, come Luca, arrivato da Bologna con 65 minuti di ritardo, getta uno sguardo preoccupato al viaggio di ritorno, consapevole che le previsioni per la sera rimangono "pessime" e che poco si può fare contro certi atti di idiozia, come li definisce lui, riferendosi agli autori dei sabotaggi.
Le ripercussioni sulla rete e i collegamenti sospesi
I disagi, partiti dalle linee laziali, hanno innescato un effetto domino che ha paralizzato il nodo di Milano. Sulla linea ad alta velocità Roma-Napoli, dove i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti dopo aver riscontrato cavi bruciati e danni ai cunicoli tra Salone e Labico, la circolazione ha subito rallentamenti pesanti, con i treni deviati sulla linea convenzionale via Formia e conseguenti aumenti dei tempi di percorrenza fino a sessanta minuti. Ancora più critica la situazione sulla Roma-Firenze, nel tratto tra Tiburtina e Settebagni, dove un altro atto doloso ha costretto gli investigatori della Polfer e della Digos a lunghi rilievi, lasciando i binari in ostaggio delle verifiche. In questo contesto, i tabelloni di Milano Centrale sono diventati lo specchio del caos nazionale: per chi era in partenza, le attese hanno toccato punte di 130 minuti, mentre la lista dei treni soppressi si è allungata includendo, oltre ai già citati, anche un regionale veloce da Napoli e un Intercity da Roma, costringendo i passeggeri a rivedere completamente i propri piani di viaggio.
I sopralluoghi della polizia giudiziaria e il nodo investigativo
Mentre i viaggiatori attendevano rassegnati o cercavano soluzioni alternative, gli accertamenti dell'autorità giudiziaria procedevano senza sosta. Sia sulla linea per Napoli che su quella per Firenze, gli agenti hanno lavorato per raccogliere elementi utili a risalire ai responsabili dei danneggiamenti. Si tratta degli stessi tratti, e la dinamica ricorda da vicino gli episodi di sabotaggio avvenuti nei giorni scorsi nel Bolognese, un modus operandi che gli inquirenti stanno cercando di collegare. L'ipotesi della matrice dolosa è considerata la pista principale, con la Procura di Roma che nelle prossime ore riceverà un'informativa dettagliata sui fatti. I tecnici di Rfi, solo al termine dei rilievi, hanno potuto mettere mano alle infrastrutture per il ripristino completo, un'operazione complessa che ha ulteriormente allungato i tempi di normalizzazione del servizio, lasciando migliaia di pendolari e viaggiatori in balia di un sistema reso fragile da mani criminali.




