Ed Sheeran, il Loop Tour tra abbandoni e contest: cosa resta della musica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vicenda che ha travolto il Loop Tour di Ed Sheeran nelle ultime settimane ha poco a che fare con la musica. Tutto ruota attorno a una decisione, a una serie di reazioni a catena e a un vuoto che il cantante britannico si è ritrovato improvvisamente sul palco.

Macklemore, rapper statunitense e opening act di alcune date americane, è stato escluso dalla tournée dopo aver gridato “Free Palestine” durante un concerto al MetLife Stadium del New Jersey e aver eseguito il brano di protesta “Hind’s Hall” con immagini della devastazione a Gaza proiettate alle sue spalle. La rimozione, attribuita da Sheeran al promoter e non a una sua scelta personale, ha innescato una reazione a catena che ha lasciato il tour senza artisti di supporto e con un’immagine pubblica in frantumi.

Dopo l’esclusione di Macklemore, gli altri musicisti che avrebbero dovuto aprire le date rimanenti hanno annunciato uno dopo l’altro il proprio ritiro. Finneas, fratello e collaboratore di Billie Eilish, ha scritto sui social che gli artisti non devono essere ridotti al silenzio quando si fanno portavoce degli oppressi. Il cantautore irlandese Aaron Rowe ha motivato la scelta richiamando la storia del suo Paese e la lotta contro il colonialismo, mentre la band danese Lukas Graham ha parlato di una decisione difficile ma necessaria.

Anche i Beoga, il gruppo folk irlandese che si esibiva insieme a Sheeran durante ogni concerto, hanno lasciato il tour, sottolineando la propria origine irlandese e la solidarietà con la causa palestinese. Nel giro di poche ore, l’artista britannico si è ritrovato senza nessuno sul palco prima di lui.

Per far fronte all’emergenza, il team di Sheeran ha lanciato insieme a Guitar Center il concorso “Open for Legends”, pensato per offrire a un musicista indipendente la possibilità di esibirsi come opening act al concerto di Città del Messico dell’11 dicembre 2026. La piattaforma di candidatura, però, è stata rapidamente sommersa da contenuti di ogni genere: video con rumori corporei, meme politici, messaggi pro-Palestina e nickname provocatori.

Guitar Center ha dovuto precisare che le candidature non musicali non sarebbero state prese in considerazione, mentre la scadenza per la presentazione dei materiali è fissata all’8 ottobre. Il concorso, nato probabilmente prima dello scoppio della polemica, è diventato così l’ennesimo terreno di scontro.

La decisione di escludere Macklemore è stata attribuita a pressioni esercitate da proprietari di stadi e organizzazioni filo-israeliane. Robert Kraft, miliardario proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, avrebbe posto un ultimatum al promoter, minacciando di negare l’uso dell’impianto se il rapper fosse rimasto in scaletta. L’Israeli-American Council aveva lanciato una petizione per chiederne la rimozione, definendo l’esibizione di Macklemore un uso politico di un evento musicale.

Dall’altra parte, Roger Waters, storico co-fondatore dei Pink Floyd e da anni sostenitore del movimento BDS, ha pubblicato un videomessaggio dal titolo “Ed Who?” in cui ha elogiato Macklemore per aver fatto “la cosa giusta” e ha rivolto a Sheeran un duro attacco personale.

Sul fronte dei social, Sheeran ha registrato una perdita significativa di follower: nelle 24 ore successive alla diffusione della notizia, il suo profilo Instagram ha perso circa 200.000 sostenitori. Una radio irlandese, Classic Hits Radio, ha confermato di aver rimosso le canzoni dell’artista dalla programmazione “per il prossimo futuro” dopo aver ricevuto le proteste degli ascoltatori.

Sul piano delle vendite, diverse date del Loop Tour mostrano ancora migliaia di biglietti invenduti su Ticketmaster, con prezzi che in alcuni casi partono da 65-66 dollari sui siti di rivendita. Macklemore, dal canto suo, ha annunciato che donerà il milione di dollari guadagnato dalla tournée a sei organizzazioni umanitarie che operano a Gaza.

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