Proteste in Italia contro i tagli ai fondi per i disturbi alimentari
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Redazione Interno
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Il governo italiano è sotto pressione per aver ridotto i fondi destinati all'assistenza per i disturbi dell'alimentazione. Questa decisione ha scatenato una serie di proteste da parte di associazioni e pazienti, che si stanno preparando per un grande raduno il 19 gennaio.
Il ministero della Salute interviene
In risposta alle proteste, il ministero della Salute sta cercando di recuperare i fondi necessari per colmare il deficit creato dal taglio. Orazio Schillaci, un funzionario del ministero, è al lavoro per trovare una soluzione a questo problema.
La voce dei cittadini
Giacomo Tarsitano, consigliere comunale della lista Lepore, sarà uno dei tanti presenti alla manifestazione del 19 gennaio. Tarsitano ha un legame personale con la questione, avendo avuto una relazione con una ragazza che soffriva di anoressia durante gli anni del liceo.
La protesta si estende
Oltre 22 città italiane parteciperanno alla protesta del 19 gennaio, insieme a diverse organizzazioni come la Fondazione Fiocchetto Lilla e Animenta Dca. La decisione del governo di non rinnovare il Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e della Alimentazione ha suscitato un'ondata di indignazione in tutto il paese.
Le conseguenze del taglio dei fondi
Il mancato rinnovo del fondo, istituito da Mario Draghi alla fine del 2021, ha lasciato senza supporto oltre 3.7 milioni di persone in Italia che soffrono di disturbi del comportamento alimentare. Questo numero è in preoccupante aumento, rendendo ancora più urgente la necessità di un intervento.




