Venezuela, liberati 13 detenuti. La nota della Famiglia Trentini
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Redazione Interno
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Nella notte di domenica, il governo di Nicolás Maduro ha disposto la scarcerazione di tredici oppositori politici, un gesto che molti osservatori internazionali interpretano come una risposta alle crescenti pressioni diplomatiche. Tra i beneficiari del provvedimento figura l’ex deputato italo-venezuelano Américo De Grazia, la cui detenzione – protrattasi per oltre un anno nel centro di reclusione El Helicoide – era divenuta un caso simbolo. A confermare la notizia, attraverso un post sul social network X, è stato il leader dell’opposizione Henrique Capriles.
La liberazione, che includeva anche la cittadina italo-venezuelana Margarita Assenza, arrestata lo scorso ottobre, è stata ufficializzata da un comunicato della Farnesina. Il testo, diffuso nella serata di ieri, attribuisce il risultato al «lavoro svolto dalla Farnesina e dalle istituzioni dello Stato su impulso del Ministro Antonio Tajani e del Governo», sottolineando come l’azione diplomatica italiana abbia giocato un ruolo non marginale nell’esito della vicenda.
Tuttavia, l’evento è amaro per la famiglia di Alberto Trentini, il cooperante veneziano di origini venete detenuto nella prigione di Caracas dal 15 novembre dell’anno scorso, il cui nome è rimasto escluso dall’elenco dei liberati. La mancata scarcerazione di Trentini, che non sembra essere coinvolto in attività di natura politica ma è imputato per reati di carattere comune, delinea un quadro complesso e selettivo nelle trattative in corso tra Caracas e i vari attori internazionali.




