Pio Esposito, l'esordio in Champions e il modello Dzeko: «Uso il fisico come in Serie B»
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Redazione Sport
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L’esordio in Champions League, che per molti calciatori rappresenta il coronamento di una carriera, per Francesco Pio Esposito è stato invece un punto di partenza, peraltro di assoluto rilievo. Il giovane attaccante dell’Inter, schierato titolare nell’anticipo del girone contro l’Ajax, ha infatti disputato tutti i novanta minuti della vittoriosa trasferta di Amsterdam, dimostrando una personalità e una maturità tecnica insolite per un classe 2005 al suo battesimo nella massima competizione continentale.
Durante i microfoni di Sky Sport, subito dopo la gara, il giovane ha commentato con i piedi per terra una prestazione di grande spessore: «Alla fine siamo al top del livello qui, ma quando scendo in campo cerco di portare le mie caratteristiche, punto sulle mie certezze. Uso il mio fisico, come in Serie B. Stasera è andata bene». Una dichiarazione che rivela un approccio mentale pragmatico, lontano da facili entusiasmi e fondato sulla consapevolezza delle proprie qualità, da spendere in qualsiasi contesto.
Tra queste, spiccano un controllo di palla definito «fantastico» da Fabio Capello e una visione di gioco che le cronache hanno già iniziato ad elogiare. L’esperto allenatore, nel commentare la partita, ha sottolineato come la «simbiosi con Thuram» sia indice di un’intelligenza calcistica fuori dal comune, unita a una capacità di gestire il pallore in modo non istintivo ma ragionato. Non a caso, le statistiche confermano un’ottima prova: tre occasioni create per i compagni, sei duelli vinti su undici e una costante pericolosità nell’area avversaria.




