Cna lancia l'allarme sul Ddl Bilancio, "rischio insolvenza per le imprese"
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Redazione Economia
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La Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa ha espresso con toni durissimi la propria preoccupazione riguardo a una specifica norma inserita nel disegno di legge di Bilancio per il 2026, paventando, qualora questa venisse confermata, conseguenze potenzialmente devastanti per la tenuta di interi settori produttivi. A suscitare le critiche più aspre è l'articolo 26, il quale, come sottolineato dal presidente Tomassini e dal direttore Caranfa, intende vietare in modo categorico l'utilizzo dei crediti di natura agevolativa per compensare i debiti relativi ai contributi previdenziali e ai premi INAIL. Una scelta che, a loro avviso, finirebbe paradossalmente per penalizzare non gli operatori in mala fede, bensì quelle aziende che hanno sempre lavorato nel solco della legalità e della trasparenza, trovandosi ora di fronte a un concreto pericolo di crisi di liquidità.
Il blocco delle compensazioni e le reazioni del settore
La misura, definita senza mezzi termini come un superamento di "ogni limite", è accusata di stravolgere completamente un meccanismo che fino a oggi aveva garantito un certo equilibrio, privandolo di ogni credibilità agli occhi degli imprenditori. La CNA Fermo, nel denunciare la situazione, ha auspicato un intervento rapido e correttivo da parte del Governo, finalizzato a scongiurare il rischio reale di paralizzare comparti economici vitali, con ripercussioni facilmente immaginabili sull'economia dei territori. Le proteste, del resto, non rimangono isolate, ma trovano ampia eco in altre categorie professionali ugualmente coinvolte.
La mobilitazione dell'autotrasporto e le richieste di modifica
In un comunicato stampa diffuso a metà novembre, CNA Fita e Confartigianato Trasporti hanno infatti formalmente chiesto l'abrogazione della disposizione, giudicata particolarmente gravosa per il settore dell'autotrasporto di merci per conto terzi. Qualora non fosse possibile eliminare del tutto la norma, le associazioni hanno avanzato come alternativa la proposta di introdurre una deroga specifica che escluda esplicitamente dal divieto di compensazione il credito d'imposta maturato per l'acquisto del gasolio professionale, una voce di costo fondamentale per la sopravvivenza delle aziende di trasporto.
Le critiche dal mondo agricolo
Anche il comparto agroalimentare, d'altronde, ha fatto sentire la propria voce di dissenso, interpretata attraverso l'editoriale di una rivista di settore. Luciano Mattarelli ha criticato aspramente la decisione governativa, descrivendola come uno "schiaffo" nei confronti delle aziende agricole che, in questi anni, hanno scelto di investire risorse importanti in innovazione e pratiche sostenibili. Impedire la compensazione dei crediti d'imposta, maturati proprio grazie a tali investimenti, con i versamenti dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi, equivarrebbe, secondo questa prospettiva, a voltare deliberatamente le spalle a una parte produttiva che ha dimostrato grande responsabilità.




