Il risveglio della Stella: la Mercedes domina l’Australia e Toto Wolff ritrova il sorriso
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Redazione Sport
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C’è un’immagine, al termine del Gran Premio d’Australia, che racconta più di qualsiasi analisi il significato di questa domenica a Melbourne: Hywel Thomas, il progettista della power unit Mercedes, sul podio accanto a George Russell e ad Andrea Kimi Antonelli. Un’immagine che è essa stessa un messaggio, la sintesi perfetta di un ritorno alla normalità per la casa di Stoccarda, quella normalità fatta di vittorie e doppiette che per quattro lunghi anni aveva dovuto mettere da parte.
La W17, la nuova creatura nata dalla rivoluzione regolamentare del 2026, ha letteralmente spazzato via la concorrenza sul circuito dell’Albert Park, con una prestazione che non lascia spazio a interpretazioni: prima e seconda piazza, con Russell che taglia il traguardo con un margine di quasi tre secondi sul giovane compagno di squadra italiano e con oltre quindici secondi di vantaggio sulla prima inseguitrice, la Ferrari di Charles Leclerc. Un risultato, questo, che sa di rivincita personale per Toto Wolff, il team principal austriaco che aveva costruito un impero e poi aveva dovuto assistere, suo malgrado, ai trionfi a raffica del tandem Verstappen-Horner e alla resurrezione di una McLaren, peraltro motorizzata proprio dalle loro power unit. Quelle sensazioni, quella fame di tornare a essere il numero uno, Wolff non le ha mai dimenticate, e in tutti questi anni ha lavorato proprio per riviverle.
Se il sabato aveva già lanciato un segnale inequivocabile, con la prima fila interamente targata Mercedes e la pole position di Russell davanti ad Antonelli, la gara ha confermato la bontà del progetto, seppur con qualche scossone iniziale. Perché la domenica, si sa, è un'altra storia, e la domenica di Melbourne ha riservato una partenza da brividi che ha rischiato di mandare in fumo i piani di Brackley. Lo start, con la nuova procedura che prevede cinque secondi di attesa prima dell’accensione delle luci, ha creato non poca confusione: le due Mercedes sono rimaste piantate in griglia, con le batterie non perfettamente cariche, e le due Ferrari, scattate a razzo, ne hanno approfittato per prendere il comando della corsa. Leclerc, partito quarto, si è ritrovato primo già alla prima curva, e per diversi giri lui e Lewis Hamilton hanno dato vita a un duello serrato con Russell, che nel frattempo era riuscito a difendersi e a rimanere incollato al gruppo di testa. Perdicura e quattro giri di vero spettacolo, con sorpassi e controsorpassi che hanno esaltato i tifosi, ma che hanno anche messo in luce quanto la gestione dell'energia e la fase di accelerazione da fermo siano diventate un fattore critico con questi nuovi motori.
La rimonta, la strategia e il sigillo di una doppietta che mancava dal 2020
Eppure, la classe non è acqua, e la superiorità tecnica della W17 è emersa prepotentemente non appena il gran premio è entrato nel vivo. La prima svolta è arrivata all’undicesimo giro, quando il ritiro della Red Bull di Isack Hadjar ha provocato l’ingresso della Virtual Safety Car. Mentre le Ferrari sono rimaste in pista, sperando di capitalizzare la posizione, la Mercedes ha optato per la scelta opposta, richiamando entrambi i piloti ai box per una sosta economica che si è rivelata decisiva. Russell, una volta montate le gomme medie, ha cominciato a spingere, ritrovando un ritmo che le Rosse, con gomme più fredde e usurate, non hanno potuto controbattere. Il sorpasso ai danni di Leclerc è stato solo questione di tempo, e una volta in testa, il pilota britannico non ha più guardato indietro, amministrando con sapiente maturità il vantaggio e costruendo la sua sesta vittoria in carriera, la prima che lo proietta immediatamente in vetta al mondiale piloti.
Alle sue spalle, la prestazione di Andrea Kimi Antonelli assume i contorni dell’epopea. Il diciannovenne bolognese, dopo il terrificante incidente nelle prove libere del sabato mattina che aveva ridotto la sua monoposto a un ammasso di lamiere, è stato miracolato dai suoi meccanici, capaci di ricostruire la vettura in tempo per le qualifiche. E in gara, nonostante una partenza disastrosa che lo aveva relegato in settima posizione, ha infilato una rimonta straordinaria, sorpassando con personalità e freddezza piloti del calibro di Hamilton e Norris fino a riconquistare il secondo posto, regalando all’Italia un podio che mancava a Melbourne dai tempi di Jarno Trulli, nel lontano 2009. Un risultato che va oltre la semplice statistica, e che certifica l’ingresso del ragazzo nell’élite della Formula 1.
Il valore della rinascita e la consapevolezza di un duello imminente
Se la prestazione di Antonelli è la favola del fine settimana, il dato tecnico emerso dal circuito cittadino australiano parla chiaro: la Mercedes ha interpretato al meglio il nuovo regolamento. Le indiscrezioni tecniche parlano di una W17 estremamente curata in ogni dettaglio, con un’ala anteriore modificata e un deviatore di flusso nella zona del retrotreno che di fatto prolunga l’estrazione del diffusore oltre la sagoma regolamentare, garantendo un carico aerodinamico superiore. Una macchina che sembra essere nata bene, senza quelle velleità di “zero pod” che avevano caratterizzato le stagioni precedenti, e che ha permesso ai piloti di esprimersi al meglio fin da subito. Lo stesso Wolff, interpellato sulla possibilità che il team avesse nascosto il proprio potenziale nei test in Bahrain, ha negato con convinzione, ammettendo candidamente di essere sorpreso dal divario mostrato in pista, ma di accettarlo di buon grado.
Tuttavia, l’entusiasmo nel box Mercedes è temperato da una sana dose di realismo. Perché se è vero che la domenica si è chiusa con una doppietta, è altrettanto vero che per i primi dieci giri le Ferrari ci sono state eccome, e il confronto diretto è stato alla pari. La Scuderia di Maranello, con un Leclerc grintoso e un Hamilton in progressiva crescita (chiude quarto, a pochi decimi dal compagno di squadra), ha dimostrato di avere un motore performante in fase di partenza e un passo gara che, su un circuito meno guidato di Melbourne, potrebbe rivelarsi ancora più competitivo. Wolff, da par suo, ha già messo le mani avanti: "C'è una lotta serrata con la Ferrari", ha dichiarato a fine gara, consapevole che il vantaggio attuale, per quanto confortante, non garantisce certo la supremazia per il resto della stagione. La strada intrapresa, per la Mercedes, è quella giusta. Ma il mondiale è appena iniziato, e il vero valore di questa W17 lo scopriremo solo tra qualche mese, quando gli aggiornamenti delle rivali inizieranno a fioccare e la pista dirà l'ultima parola.




