Medici a gettone, nuove linee guida del governo
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Redazione Salute
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Il governo italiano, attraverso un decreto del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha introdotto nuove linee guida per regolamentare l'utilizzo dei medici e degli infermieri "gettonisti". Questi professionisti, pagati a ore e impiegati negli ospedali per coprire turni scoperti, rappresentano una soluzione temporanea alle carenze di personale sanitario che affliggono molte regioni italiane. Tuttavia, l'uso indiscriminato di tale pratica ha portato a una spesa potenziale di 1,7 miliardi di euro, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità economica e sulla qualità del servizio sanitario.
Le nuove direttive stabiliscono che i gettonisti potranno essere impiegati solo in casi di necessità e urgenza, e per un'unica occasione senza possibilità di proroga. Inoltre, il decreto impone limiti ai compensi, fissando un tetto massimo non superabile. Questa misura mira a contenere i costi e a garantire che l'utilizzo dei gettonisti sia strettamente necessario, evitando abusi e sprechi di risorse pubbliche.
Il fenomeno dei medici a gettone è esploso negli ultimi anni, complice la cronica carenza di personale medico e infermieristico. Molte regioni, tra cui il Veneto, hanno fatto ricorso a questa pratica per garantire la continuità dei servizi ospedalieri, ma ciò ha comportato un aumento esponenziale dei costi e una crescente dipendenza da professionisti esterni. Il decreto Schillaci rappresenta un tentativo di arginare questa tendenza, imponendo regole più stringenti e trasparenti sull'impiego dei gettonisti.
La pubblicazione delle nuove linee guida in Gazzetta ufficiale segna un passo importante nella regolamentazione del settore sanitario, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la sostenibilità del sistema.




