Nuove Linee Guida per Gettonisti, ai Medici 85 euro l’ora, agli Infermieri solo 28 euro

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con un decreto firmato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, sono state introdotte le linee guida per regolamentare l’utilizzo di medici e infermieri “gettonisti” nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questi professionisti esterni, spesso chiamati per sopperire alla carenza di personale, potranno essere impiegati solo in casi di necessità ed urgenza, rispettando specifiche condizioni economiche e organizzative. La carenza di personale sanitario ha comportato un notevole aumento delle spese per i professionisti “on demand”, con un impatto economico stimato di 1,7 miliardi di euro in Italia. Questo fenomeno, esploso principalmente con la pandemia, ha coinvolto le regioni italiane, con Lombardia, Abruzzo e Piemonte in cima alla lista per spesa.

Le nuove linee guida, pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 251/2024, stabiliscono che i medici gettonisti percepiranno un compenso di 85 euro l’ora, mentre agli infermieri saranno corrisposti 28 euro l’ora. Queste tariffe, sebbene inferiori rispetto a quelle precedentemente praticate, mirano a contenere i costi e a garantire una maggiore equità tra le diverse figure professionali. Inoltre, il decreto prevede limiti stringenti sull’utilizzo di questi professionisti, che potranno essere impiegati solo in casi di estrema necessità e per periodi di tempo limitati, al fine di evitare abusi e garantire una maggiore stabilità lavorativa.

Il ricorso ai gettonisti, iniziato qualche anno fa per supplire alla carenza di medici e infermieri nelle strutture sanitarie pubbliche, ha sollevato numerose polemiche e preoccupazioni. Da un lato, infatti, questa pratica ha permesso di far fronte alle emergenze e di garantire la continuità dei servizi sanitari; dall’altro, ha comportato un aumento dei costi e una maggiore precarietà per i professionisti coinvolti. Le nuove linee guida, dunque, rappresentano un tentativo di regolamentare e contenere questo fenomeno, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze di flessibilità e quelle di stabilità.

Il decreto firmato dal Ministro Schillaci introduce importanti novità nella gestione del personale sanitario, con l’obiettivo di garantire una maggiore equità e sostenibilità economica.

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