Nestlé Italia, bonus 2025 fino a 2.900 euro per i dipendenti: 13.925 euro erogati in 5 anni
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Redazione Economia
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Il gruppo Nestlé in Italia, attraverso una nota diffusa nella giornata di ieri, ha ufficializzato il riconoscimento di un premio di produzione per l’annualità in corso, un importo che potrà raggiungere i 2.900 euro lordi per ciascuno dei collaboratori e delle collaboratrici impiegati nelle varie sedi e negli stabilimenti dislocati sul territorio nazionale. La misura, che riguarda i risultati conseguiti nell’esercizio del 2025, rappresenta l’ultimo tassello di una strategia retributiva che, stando ai dati comunicati dall’azienda, ha permesso di erogare complessivamente fino a 13.925 euro pro-capite nell’arco dell’ultimo quinquennio, un dato che testimonia la continuità di un modello di relazioni industriali evidentemente ritenuto strutturato e fruttuoso dalle parti coinvolte. L’accordo, e questo è un passaggio cruciale per comprendere la natura dell’operazione, non è stato calato dall’alto ma è il frutto di una negoziazione con le organizzazioni sindacali, un elemento che la società sottolinea per ribadire la concretezza di un sostegno economico che va a integrare la retribuzione ordinaria del personale.
Un sistema integrato di welfare oltre il bonus monetario
Oltre al mero contributo in denaro, e qui sta forse l’aspetto più interessante per chi osserva le politiche del lavoro, Nestlé ha messo in campo una serie di misure di welfare aziendale che ampliano il perimetro del beneficio. Tra queste, viene data particolare enfasi al modello di smart working denominato “FAB Working”, acronimo che sta per flessibile, adattabile e bilanciato: un sistema di organizzazione del lavoro che, avviato già nel 2023, cerca di andare oltre il semplice lavoro a distanza per integrare le esigenze di performance con quelle di conciliazione dei tempi di vita, ridefinendo la funzione stessa dell’ufficio come luogo di collaborazione e socializzazione. Accanto a questo, trova spazio il “Nestlé Baby Leave”, un congedo retribuito al cento per cento della durata di tre mesi destinato ai padri o al secondo caregiver, una misura che l’azienda aveva introdotto già nel 2022 e che punta a favorire una genitorialità maggiormente condivisa, incidendo – nelle intenzioni dichiarate – sulle dinamiche di genere all’interno della sfera familiare e lavorativa.
Wellnest e flexible benefit: la salute come parte integrante
L’architettura del pacchetto si completa con il programma di welfare denominato “Wellnest”, un’iniziativa che da tempo consente ai dipendenti di accedere a visite mediche direttamente nei luoghi di lavoro, un’opportunità che spazia dalla prevenzione oncologica al supporto psicologico, a testimonianza di una concezione della salute che si vuole integrare nel percorso lavorativo quotidiano. Non secondaria, in questo contesto, è la presenza di una piattaforma di flexible benefit che offre la possibilità di convertire parte del premio di risultato – inclusa la quota contributiva – in credito welfare, da utilizzare poi per l’acquisto di una vasta gamma di beni e servizi. Le persone potranno dunque scegliere se incassare interamente la somma o orientare parte di essa verso queste forme di sostegno indiretto, un ventaglio di opzioni che rende il premio personalizzabile in base alle esigenze individuali.
Le dichiarazioni ai vertici e la continuità dell’accordo
A commentare la decisione è stato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del gruppo Nestlé in Italia, il quale ha espresso soddisfazione per la conferma di un premio che definisce importante, sottolineando come il supporto economico, unito ai servizi e alle soluzioni di welfare, contribuisca concretamente al benessere delle persone, un aspetto che l’azienda considera prioritario sia nell’ambiente professionale che nella sfera privata dei propri collaboratori. Le dichiarazioni ufficiali, del resto, insistono proprio sul concetto di “aiuto concreto”, un’espressione che ricorre nella documentazione diffusa e che vuole evidenziare la tangibilità di un intervento che interessa, a vario Titolo, migliaia di lavoratori. Il premio per i risultati del 2025 si inserisce quindi in un percorso avviato da tempo, consolidando un approccio che lega una quota della remunerazione agli obiettivi centrati dall’azienda, un meccanismo di partecipazione agli utili che, in questo caso, vede nelle rappresentanze sindacali un interlocutore stabile e riconosciuto.




