Cobolli da urlo: rimonta Jodar e vola ai quarti di Cincinnati
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Redazione Sport
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Flavio Cobolli continua a scrivere pagine importanti della sua stagione e per la prima volta in carriera si regala l’accesso ai quarti di finale di un Masters 1000 sul cemento. Sul cemento del torneo statunitense di Cincinnati, il romano ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio sul giovane spagnolo Rafael Jodar, imponendosi con il punteggio di 4-6, 7-6 (3), 6-3 al termine di una battaglia fisica e mentale durata due ore e trentatré minuti.
Un successo che non è soltanto un traguardo personale per il tennista azzurro, ma che assume un peso specifico notevole anche nella corsa verso le ATP Finals di Torino, con la Race che lo vede sempre più protagonista e in lotta per un piazzamento che fino a pochi mesi fa appariva un miraggio.
La rimonta che sa di rivalsa
Il match si era messo subito in salita per Cobolli, apparso inizialmente contratto e autore di un numero eccessivo di errori non forzati, soprattutto con il dritto, che gli sono costati il primo set. Jodar, diciannovenne madrileno che sta vivendo una stagione da rivelazione assoluta, giocava senza pressione e sfruttava ogni minimo tentennamento dell’avversario, chiudendo la prima frazione con un parziale di 6-4 che lasciava presagire una possibile sorpresa.
L’azzurro, però, non si è lasciato andare allo sconforto e ha trovato la forza di cambiare marcia nel momento più difficile: il secondo set è stato un equilibrio perfetto fino al tie break, dove Cobolli ha alzato vertiginosamente il livello del suo tennis, dominando lo scambio e imponendo la sua maggiore esperienza nei momenti caldi. Il parziale di 7 punti a 3 nel gioco decisivo è stato il manifestarsi di una personalità che sta diventando il marchio di fabbrica del giocatore romano, capace di trasformare la frustrazione in determinazione.
L’apporto fondamentale del padre Stefano
Tra le ragioni di questa crescita esponenziale e di questa ritrovata cattiveria agonistica, c’è senza dubbio il rapporto speciale con il padre Stefano, ex professionista che non è mai riuscito a sfondare completamente nel grande circuito e che ora segue il figlio con la dedizione di chi vede realizzati i propri sogni attraverso il talento del figliolo. La loro è una sinergia che va oltre il semplice rapporto tecnico, un tandem affiatato che negli occhi del padre trova la motivazione per spingersi sempre un po’ più in là.
La tribuna del torneo americano ha fatto da cornice a questo scambio silenzioso di energia, con Cobolli che ha ammesso più volte di sentire il peso e al tempo stesso la forza di quello sguardo paterno, quasi come se ogni colpo vincente fosse una dedica e una rivincita per i sacrifici di una carriera che non ha avuto il giusto epilogo.
La fatica di Jodar e l’allungo decisivo
Nel terzo set, il copione si è ribaltato completamente: lo spagnolo, reduce dalle fatiche di Washington e Montreal, ha iniziato a pagare il conto di una serie di partite giocate al limite delle proprie forze, perdendo lucidità e freschezza atletica. Cobolli ne ha approfittato con intelligenza, spingendo sull’acceleratore e trovando il break decisivo che gli ha permesso di allungare fino al 6-3 che chiudeva i giochi.
L’urlo liberatorio che ha accompagnato il match point – un sonoro “So’ forte pure io, cone!” – è stato una liberazione e una presa di posizione, probabilmente indirizzata a qualcuno tra il pubblico o a qualche critico che in passato aveva messo in dubbio le sue qualità. Un gesto di carattere che ha confermato come questo Cobolli sia cambiato rispetto a qualche mese fa, più consapevole dei propri mezzi e meno disposto a subire il gioco altrui, anche quando le circostanze sembrano avverse.
Il tabellino e i numeri di una stagione da incorniciare
Con questa vittoria, la trentesima del suo anno solare, Cobolli si è garantito un posto tra gli ultimi otto del torneo dell’Ohio, dove ora lo attende un ostacolo di tutto rispetto rappresentato dallo statunitense Tommy Paul. Il cammino dell’azzurro in questo 2024 sta assumendo i contorni di un racconto quasi epico, considerando che pochi, alla vigilia della stagione sul cemento americano, avrebbero scommesso su una così rapida ascesa tra i top player del circuito.
Il dato più significativo, al di là del punteggio, è la crescita mostrata nel corso del torneo e in particolare nella partita contro Jodar, dove Cobolli ha dimostrato di saper vincere anche quando non esprime il suo tennis migliore, affidandosi al cuore e a una preparazione atletica che negli scambi lunghi sta facendo la differenza contro avversari spesso più giovani e meno abituati ai ritmi del grande circuito.
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