Kim Novak, icona del cinema, riceverà il Leone d’oro alla carriera a Venezia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Kim Novak, la diva americana che ha incantato generazioni con il suo magnetismo e la sua recitazione intensa, sarà premiata con il Leone d’oro alla carriera durante l’82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre 2025. La decisione, ratificata dal Consiglio di Amministrazione della Biennale su proposta del direttore artistico Alberto Barbera, rende omaggio a un’artista che ha sfidato le convenzioni, lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema.

«Sono molto, molto colpita», ha commentato Novak, oggi 92enne, riferendosi al riconoscimento attribuitole da un festival che, come pochi altri, custodisce e celebra la grandezza della settima arte. La sua carriera, iniziata negli anni Cinquanta, è stata un susseguirsi di ruoli iconici, tra cui spicca quello di Madelaine in La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, pellicola che la consegnò alla leggenda. Con quel tailleur grigio e quel chignon perfetto, Novak non solo sedusse James Stewart sul grande schermo, ma anche il pubblico mondiale, diventando simbolo di un’eleganza insieme sofisticata e ribelle.

Quella di Novak è stata una vita divisa in capitoli distinti: dall’infanzia nel Michigan all’ascesa come sex symbol, fino alla scelta – nel 1986 – di ritirarsi dalle scene, senza però smettere di essere un punto di riferimento per cinefili e addetti ai lavori. «Con la sua bellezza esuberante e il carattere anticonformista», ha sottolineato Barbera, «ha dato vita a personaggi indimenticabili, conquistando il rispetto di critica e industria».

Il premio arriva in un momento in cui Venezia, tra le kermesse più autorevoli, continua a valorizzare i grandi maestri del passato, pur guardando alle nuove tendenze. E se Trump, tornato alla Casa Bianca, potrebbe influenzare le relazioni culturali tra Stati Uniti ed Europa, la scelta di celebrare Novak sembra trascendere ogni contingenza politica, riconoscendo il valore di un’artista che ha fatto della libertà la sua cifra stilistica.

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