Meloni negli auguri di Natale rilancia la "rivoluzione del presepe", simbolo di identità
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Redazione Interno
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Con un videomessaggio diffuso attraverso i social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto i propri auguri natalizi agli italiani, in un momento che, come ha sottolineato, unisce chi lo vive nella dimensione familiare e chi invece è impegnato nel lavoro, accomunando tanto la serenità di alcuni quanto le preoccupazioni che altri portano nel cuore. Il tono del discorso, che ha evitato qualsiasi accento meramente cerimoniale per assumere i connotati di una più ampia riflessione culturale, si è concentrato in maniera particolare sul presepe, definito senza esitazioni un patrimonio di valori da custodire e non da relegare in un angolo per seguire mode passeggere o per una forma di timore ingiustificato.
Il richiamo al gesto del 2017
Tenendo tra le mani la statuina di un pastore, la premier ha infatti rievocato esplicitamente l’invito che lei stessa lanciò alcuni anni fa, nel 2017, quando parlò per la prima volta di compiere una "rivoluzione del presepe". Un’esortazione che, allora come oggi, si radica nella convinzione che tale rappresentazione, ben più di una semplice tradizione folkloristica, costituisca il racconto tangibile di radici e di un’identità che meritano di essere affermate con orgoglio, soprattutto in contesti pubblici dove, come ha ricordato, a volte se ne sconsiglia l’allestimento con argomentazioni che chiamano in causa il rispetto per altre culture.
Un simbolo da non mettere da parte
Il gesto di riporre con cura il pastorello nella scena alle sue spalle, al termine del messaggio, ha confermato visivamente il concetto espresso a parole: quel presepe, con le sue figure immutabili, viene presentato come un punto fermo, un asse attorno al quale far ruotare il senso di appartenenza. Un simbolo, insomma, che resiste al trascorrere del tempo e alle pressioni sociali, e che la leader del governo indica come baluardo di principi condivisi, i quali, a suo avviso, non devono essere sminuiti o considerati con imbarazzo.
Un augurio che guarda alla concretezza
L’intervento, pur nella sua dimensione simbolica, non ha trascurato di riconoscere la complessità del periodo festivo, che per molti non coincide affatto con un’interruzione delle fatiche quotidiane o con la spensieratezza. Rivolgendosi a una platea idealmente inclusiva di tutti i cittadini, Meloni ha delineato un quadro variegato della società, nella quale le condizioni personali influenzano profondamente il modo di vivere le ricorrenze; ha tuttavia individuato, nella ricerca di un momento di pace interiore, un obiettivo comune e raggiungibile, al di là delle circostanze individuali.




