Mara Maionchi e quelle “cinghiate” a Pappalardo: il racconto dei 85 anni tra sfuriate e rimpianti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel racconto che ha aperto le porte della sua vita in occasione del traguardo degli 85 anni, Mara Maionchi – classe 1941, bolognese di nascita ma romana d’adozione artistica – ha riacceso i riflettori su un carattere che, a dire il vero, non ha mai avuto bisogno di presentazioni. La produttrice discografica, volto storico di “X Factor” e scopritrice di talenti del calibro di Gianna Nannini e Tiziano Ferro, ha rilasciato un’intervista a “Vanity Fair” nella quale, con la consueta schiettezza che l’ha resa celebre al grande pubblico, ha ripercorso gli episodi più significativi di una carriera lunga oltre mezzo secolo. E tra un aneddoto e l’altro, ce n’è stato uno in particolare capace di far discutere, riguardante il rapporto turbolento con Adriano Pappalardo, cantante e attore noto per la sua verve e la sua grinta.

“Agivo secondo quello che ritenevo giusto e secondo il mio carattere, che non dico sia buono, però è certamente un carattere”, ha dichiarato la discografica, giustificando a modo suo i metodi spicci che talvolta adottava in sala di incisione. Il siparietto, diventato virale a posteriori, riguarda proprio l’interprete di “Ricominciamo”: “Ho preso a cinghiate Adriano Pappalardo – ha confessato senza mezzi termini – eh, mi faceva girare le balle”. Nelle stesse dichiarazioni, rilasciate al settimanale diretto da Simone Marchetti, la Maionchi ha incluso anche un’altra sua “creatura” artistica, la Nannini, ammettendo che anche lei “metteva su delle scene della malavita”, salvo poi sottolineare di essersene comunque affezionata.

La versione di Pappalardo e la smentita in tv

Se le parole della produttrice hanno fatto immediatamente il giro dei salotti televisivi, non è tardata ad arrivare la replica del diretto interessato. Ospite della trasmissione “La Volta Buona” condotta da Caterina Balivo, Adriano Pappalardo ha infatti voluto chiarire la sua versione dei fatti, ridimensionando l’accaduto con quella ironia che da sempre lo contraddistingue. L’artista, rispondendo in collegamento con la moglie Lisa Giovagnoli, ha smentito la dinamica violenta dell’episodio, rivelando un retroscena che getta una luce diversa sul rapporto tra i due.

“Mara si vanta di questo, ma ti voglio bene – ha dichiarato Pappalardo ai microfoni del programma – le cinghiate te le sei sognate!”. A detta del cantante, sebbene fosse consapevole della tempra della sua ex mentore (ricordando che discutevano spesso per la conduzione di una trasmissione televisiva, dato che lui era “primo in classifica”), lo scontro fisico non sarebbe mai realmente avvenuto. “Ho accettato tutto, ma non credo di aver accettato le cinghiate”, ha concluso, aggiungendo una battuta finale sulla prestanza fisica della discografica: “Se l’avesse fatta lei, sarebbe caduta per terra”.

Una vita controcorrente tra lavoro e longevità

Al di là del chiasso mediatico suscitato dalla rivelazione, l’intervista rilasciata a “Vanity Fair” offre lo spunto per una riflessione più ampia sulla figura di Mara Maionchi, vera e propria istituzione dell’industria discografica italiana. Entrata nel giro dei grandi nel lontano 1967 grazie a un annuncio sul “Corriere della Sera” che la portò alla Ariston -2, la produttrice ha attraversato decenni di cambiamenti profondi nel settore, restando sempre fedele a un approccio diretto, talvolta brutale, ma incredibilmente efficace. Oggi, a parlare, è una donna che ha fatto pace con il tempo che passa: “Vorrei che gli 85 anni fossero visibili in tutto il loro splendore”, ha spiegato, dichiarandosi contraria alla chirurgia plastica perché “perché sembrare eterni giovani se non puoi fare le cose da giovani?”.

Nel lungo racconto della sua esistenza – costellata da successi, dalla scoperta di talenti purissimi e dalla battaglia contro il cancro al seno – emerge anche una nuova consapevolezza, figlia dell’età matura. La stessa che l’ha portata ad ammettere di essere “scesa parecchi gradini” rispetto alla “prepotentissima” che era un tempo. “Se non capisci la vita, come fai a morire?”, si è chiesta a proposito del mistero che attende tutti, confidando un timore sincero: pur credendo in Dio, non essere certa di cosa ci sia “dall’altra parte” non la rende del tutto tranquilla.

L’amore che dura da 50 anni e gli artisti difficili

E mentre lo showbiz commenta il siparietto con Pappalardo, la vita privata della festeggiata scorre parallela a quella professionale con una stabilità invidiabile. Proprio nelle scorse settimane, in vista del traguardo dei 50 anni di matrimonio che celebrerà a dicembre con il marito Alberto Salerno, era emerso il ritratto di un’unione costruita su basi solide, nonostante una differenza d’età di un decennio (lui più giovane) che all’inizio sembrava essere un ostacolo insormontabile.

“Bisogna rispettare le peculiarità di ogni età, anche per scoprirsi diversi”, ha ribadito, parlando di sé come di una donna che ha sempre agito “controcorrente”. Guardando indietro, tra le “cinghiate” metaforiche (e forse reali) date a chi non capiva le sue ragioni artistiche e i momenti di tenerezza per gli artisti che l’hanno resa grande, Mara Maionchi si prepara a spegnere un’altra candelina. E lo fa con la sicurezza di chi sa di essersi “divertita” e di continuare a farlo, chiedendosi, con quella punta di ironia surreale che la contraddistingue, se lassù la faranno condurre “The Voice con gli angeli”.

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