Maltrattamenti e violenze sessuali su anziane in una Rsa del Milanese: interdetti tre operatori

Maltrattamenti e violenze sessuali su anziane in una Rsa del Milanese: interdetti tre operatori
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre operatori socio-sanitari sono stati interdetti dall'esercizio della professione in qualsiasi struttura sanitaria o socio-assistenziale, pubblica o privata, su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta del pubblico ministero, è stato eseguito dai carabinieri del Nas di Milano nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Lodi su presunti maltrattamenti ai danni di anziane ospiti di una residenza sanitaria assistenziale in provincia di Milano.

Le accuse e le indagini

Le indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni audio e video, avrebbero documentato gravi e sistematici episodi di violenza ai danni di quattro anziane ospiti affidate agli indagati. A questi ultimi vengono contestati, a vario titolo, i reati di maltrattamenti e violenza sessuale. Durante gli accertamenti è emersa la responsabilità di una quarta operatrice, indagata per minacce aggravate.

Le vessazioni contestate

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le anziane sarebbero state vittime di reiterate vessazioni fisiche e psicologiche durante le quotidiane manovre di allettamento e vestizione. Gli indagati le avrebbero afferrate per i capelli e colpite con schiaffi al volto e alla testa, accompagnando tali gesti con insulti, derisioni e frasi intimidatorie.

A carico dei due operatori uomini si aggiungono le contestazioni relative al reato di violenza sessuale: abusando della propria posizione di autorità e dello stato di totale vulnerabilità delle anziane, le avrebbero picchiate nelle parti intime in occasione delle quotidiane operazioni di igiene personale.

Il quadro normativo e giurisprudenziale

Il reato di maltrattamenti, disciplinato dall'articolo 572 del codice penale, trova applicazione non soltanto in contesti strettamente familiari ma anche in situazioni di parafamiliarità, come quelle che si instaurano all'interno delle strutture assistenziali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8169 del 2022, ha confermato la condanna di due operatori di una comunità alloggio per anziani, ribadendo che la vulnerabilità degli ospiti e la posizione di autorità dei caregiver giustificano un inasprimento delle sanzioni.

Le condotte illecite, aveva osservato la Corte, non causano soltanto sofferenze dirette ma creano un clima di paura e sottomissione tra gli ospiti della struttura.

I precedenti e il contesto

Il fenomeno degli abusi sugli anziani nelle strutture residenziali rimane difficile da quantificare con precisione. Secondo la Società italiana di gerontologia e geriatria, sarebbero vittime di abusi il 30% degli anziani fragili, due terzi dei quali all'interno di Rsa e case di riposo. L'individuazione dei maltrattamenti risulta complicata anche per la limitata accessibilità delle visite ai familiari, spesso subordinate ad appuntamenti. Al 1° gennaio 2022, secondo il rapporto Istat, i presidi residenziali attivi in Italia erano 12.576, con 414.000 posti letto e 356.556 ospiti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.