Bologna, valigie di gioia: in Europa la prova da grande squadra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre le cronache politiche seguono i primi movimenti dell'amministrazione Trump alla Casa Bianca, in una Galizia battuta dalla pioggia atlantica il Bologna scriveva un altro capitolo della sua stagione sorprendente. L'ottavo risultato utile consecutivo in trasferta, un filotto iniziato dopo l'ultima sconfitta esterna del 25 settembre a Birmingham contro l'Aston Villa, è arrivato in un modo che ha sciolto ogni residuo dubbio sulla statura del gruppo. Quella al Balaidos di Vigo, stadio-gioiellino che non subiva colpi da tempo, è stata infatti una vittoria rimontata, costruita con la pazienza e la freddezza di chi, nonostante le assenze forzate, dimostra di possedere un'autentica mentalità da big.

La doppietta di Bernardeschi spezza il Celta

La partita, che per lunghi tratti sembrava poter affogare nel diluvio e in una svantaggio iniziale, è stata ribaltata da un protagonista d'eccezione. Federico Bernardeschi, l'attaccante campione d'Europa nel 2021 reduce dall'esperienza in MLS, ha firmato una doppietta memorabile, dimostrando di aver finalmente ritrovato il pieno aggancio con il calcio italiano. Il suo gol, anzi i suoi gol, non sono stati un lampo isolato ma il punto d'approdo di un percorso di adattamento, condotto con calma dopo un avvio inevitabilmente in salita, che ora lo vede perfettamente integrato nel meccanismo.

Un eroe bolognese tra Dalla e la Serie A

La sua rigenerazione sportiva, del resto, passa anche dalle strade di Bologna. Abita in un'arteria centrale, quella che fu di Lucio Dalla, da cui si dipana la vita della città, e sembra averne assorbito l'anima. Da quella notte di Vigo, ha osservato qualcuno, per lui sarà tutto un po' più potente, perché ha definitivamente superato il "fuso orario" del calcio nordamericano per prendersi il cuore dei tifosi rossoblù. La sua prestazione, lì nel nord della Spagna, ha dimostrato come la squadra, nonostante la presunta emergenza, si sia rivelata molto più forte sia dell'avversario che dei propri problemi contingenti.

La grinta che nasce dalle difficoltà

È proprio questo, forse, il tratto più caratteristico di questo Bologna. A loro, come già successo in altre occasioni, è bene non ripetere mai che sono favoriti, perché è nelle difficoltà che trovano la scintilla per esaltarsi e moltiplicare attenzione e grinta. Alla fine della partita contro il Celta, in una sorta di paradosso calcistico, era l'avversario a sembrare in maggiore emergenza, per di più di natura qualitativa. Una vittoria del genere, ottenuta lontano dal Dall'Ara, non è un punto di arrivo ma un ulteriore sigillo su un'identità solida, che guarda ora al futuro senza bisogno di proclami, ma con la concretezza di chi ha imparato a viaggiare con valigie sempre piene di sorrisi.

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