San Siro si addormenta: 0-0 tra Milan e Juve, ma solo Conceicao prova a svegliarla
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Redazione Sport
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Il tabellone luminoso del Meazza, al termine di una serata che si era annunciata carica di aspettative per la corsa alla Champions League, ha confermato ciò che gli occhi dei tifosi avevano già capito da tempo: Milan e Juventus si sono neutralizzate, consegnando agli archivi l'ennesimo 0-0 di una rivalità che, almeno in questa fase storica, sembra aver smarrito la via della rete. Per la Juventus, scesa in campo con l’obiettivo di allungare sulle inseguitrici, il pari sa di occasione mancata, anche se il muro eretto davanti a Di Gregorio – dove spicca la solita solidità difensiva – regala un punto che fa respirare i bianconeri, portandoli a più tre su Roma e Como. D’altro canto, il Milan, bloccato in avvio da un avversario prudente, non riesce a trovare quella scintilla che da sola poteva stappare una partita bloccata, dove l’equilibrio e la tattica hanno soffocato ogni slancio offensivo.
Le pagelle del match: Conceicao spinge da solo, Boga e Leao sprofondano nel grigiore
Se si cerca un’anima in questo pareggio, o almeno un sussulto di adrenalina, lo sguardo non può che cadere su Francisco Conceicao. Il giovane portoghese, schierato da Spalletti a supporto di Jonathan David, è stato l’unico a osare il dribbling in una partita dove il rischio era bandito. Nel primo tempo, in particolare, ha messo in seria difficoltà la retroguardia rossonera: serviva a Thuram un assist che portava al gol poi annullato per fuorigioco (la posizione dello stesso Thuram era però decisamente irregolare), e costringeva Maignan a un paio d’interventi decisivi, uno dei quali col solo petto. Se l’atteggiamento offensivo dei bianconeri fosse stato lo stesso su entrambe le fasce, forse il tabellino avrebbe avuto un altro colore.
All’opposto, lo specchio di Conceicao avrebbe dovuto essere Jeremie Boga, schierato sulla corsia mancina. E invece, l’ex Sassuolo è apparso un’entità quasi evanescente, incapace di saltare l’uomo e spesso in ritardo sulle letture offensive: una prestazione spenta che ha reso l’attacco juventino prevedibile e sbilanciato sulla destra. Stesso copione, ma con un peso specifico diverso, per Rafael Leao. Il portoghese del Milan, partito titolare, non è mai riuscito a ingranare la marcia, apparso indietro di condizione e poco incisivo nelle ripartenze, testimoniando una volta di più che il suo rendimento altalenante resta un rebus per il tecnico di casa.
Il «giusto pareggio» secondo Allegri e la traversa che fa tremare San Siro
Terminata la gara, le parole di Massimiliano Allegri ai microfoni di TeleLombardia hanno fotografato la sostanza di una partita più tattica che emozionante. Il tecnico toscano, con la consueta schiettezza, ha parlato di equilibrio e posta alta. «La posta in palio era molto alta, solo un episodio poteva stapparla», ha dichiarato, sottolineando infine come il risultato alla fine sia giusto. Un’analisi che trova riscontro nei numeri: Thuram ha una rete annullata nel primo tempo, mentre nella ripresa il Milan sfiora il vantaggio con Saelemaekers, il cui destro violento si stampa sulla traversa.
Al di là dell’occasione del belga (che insieme a Fofana ha provato a dare un po’ di fisicità al centrocampo rossonero), il match è scivolato via senza altri sussulti. L’ingresso di Vlahovic e Zhegrova non ha scalfito l’organizzazione difensiva avversaria, mentre dall’altra parte Fullkrug e Nkunku sono rimasti scollegati dal resto della squadra. Si è trattato di un classico pareggio quando le due contendenti, consapevoli delle scadenze di fine stagione, hanno preferito non scoprirsi piuttosto che gettare al vento tutto in un’azione azzardata. Un atteggiamento, quello di Allegri e Spalletti, che ha restituito un primo tempo soporifero e una ripresa di ordinaria amministrazione.
Classifica e scenari: il Milan cerca il riscatto a Reggio Emilia
Con questo punticino, la classifica della Juventus si mantiene ancorata al quarto posto, vedendo ridursi quel margine di sicurezza che prima del match sembrava più solido. L’attenuarsi della pressione, almeno per una settimana, non deve però far dimenticare la difficoltà di segnare che attanaglia entrambe le compagini: basti pensare che si tratta del quarto 0-0 nelle ultime cinque sfide tra queste due formazioni, un’autentica anomalia statistica per un big match del genere.
Per il Milan di Allegri, il pensiero corre già alla prossima trasferta. Farne tre domenica prossima a Reggio Emilia contro il Sassuolo sarebbe una boccata d’ossigeno pesante per Maignan e compagni. Il portiere francese, peraltro, ha tagliato il traguardo delle 200 presenze con i rossoneri, unico motivo di vera festa in una serata altrimenti anonima. I neroverdi, notoriamente ostici per le grandi, rappresentano un crocevia fondamentale per non farsi risucchiare nella bagarre delle inseguitrici, in un calendario che propone ancora sfide contro Atalanta, Genoa e Cagliari. L’appuntamento è a Reggio Emilia per vedere se questo Milan, così compassato a San Siro, saprà ritrovare la cattiveria necessaria per chiudere il discorso qualificazione.




