Emergenza febbre Oropouche in Italia: i rischi e le misure preventive
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Redazione Salute
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La febbre Oropouche, una malattia virale tropicale trasmessa principalmente da moscerini e zanzare, sta suscitando preoccupazione anche in Italia. Questa malattia, diffusa soprattutto nell’America centro-meridionale e nei Caraibi, ha recentemente causato i primi due decessi al mondo nello stato di Bahia, in Brasile.
Il virus in Italia
In Italia sono stati registrati quattro casi di febbre Oropouche, tutti importati da Paesi del Sud-America. Il direttore Sanitario dell'IRCCS Galeazzi, Fabrizio Pregliasco, ha sottolineato l'importanza di monitorare la situazione, interpretando i dati e valutando i rischi per il nostro Paese.
Cosa sappiamo della febbre Oropouche
La febbre di Oropouche è un’infezione virale tropicale trasmessa da moscerini e zanzare. Prende il nome dalla regione in cui è stata scoperta e isolata per la prima volta nel 1955, presso il laboratorio regionale di Trinidad, vicino al fiume Oropouche, a Trinidad e Tobago.
Come si trasmette il virus
Il virus Oropouche (OROV) può essere trasmesso agli esseri umani principalmente attraverso la puntura di Culicoides paraensis, un piccolo dittero ematofago di 1-3 mm, simile ad un moscerino, che nelle aree endemiche si trova in zone boschive nei pressi di ruscelli, stagni e paludi, o di alcune zanzare come Culex quinquefasciatus.
Prevenzione e misure di sicurezza
L'Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha fornito indicazioni su come proteggersi dal virus Oropouche. È fondamentale per chi viaggia in uno dei paesi interessati essere consapevole dei rischi e adottare le necessarie misure preventive. In caso di sospetto di infezione, è importante contattare immediatamente le autorità sanitarie.




