Sestri Levante piange Bruno Baveni, dal Genoa allo scudetto con il Milan
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Redazione Sport
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Un lutto, che si annuncia alla vigilia dell'ultima domenica di campionato, ha colpito il mondo del calcio italiano e in particolare la città di Sestri Levante, dove si è spento all'età di 85 anni Bruno Baveni. La sua figura, che univa la carriera di calciatore a quella di allenatore, rimane indelebilmente legata a diversi club, lasciando un solco profondo in quella passione che ha caratterizzato tutta la sua vita. I funerali, come annunciato dalla famiglia che lascia nella perdita – la moglie Tina, il figlio Stefano e la nipote Elena –, saranno celebrati lunedì nella Chiesa di S. Bartolomeo della Ginestra, nello stesso borgo ligure che gli diede i natali e dove crebbe nel settore giovanile della squadra locale.
Gli anni al Genoa e il trasferimento a Milano
La sua avventura nel calcio di alto livello, dopo gli esordi in patria, ebbe una svolta decisiva nel 1959 con l'approdo al Genoa. Con la maglia del Grifone, nella quale collezionò ben 168 presenze segnando 13 reti, Baveni disputò sette stagioni consecutive fino al 1966, periodo durante il quale si affermò come un centrocampista di razza, noto per la sua grinta e l'intelligenza tattica. Quel periodo genovese, fondamentale per la sua maturazione, fu la rampa di lancio per un passaggio che ne avrebbe segnato il destino sportivo: il trasferimento al Milan, una società allora in piena fase di costruzione di una squadra vincente.
Il culmine della carriera: lo scudetto rossonero
Proprio con i rossoneri, nella stagione 1967-68, Bruno Baveni raggiunse l'apice della sua carriera da calciatore, conquistando il titolo di campione d'Italia. Quella vittoria, che resterà per sempre il suo trofeo più prestigioso, è stata ricordata con commozione dal club milanese che, nel rendere omaggio alla sua scomparsa, ha voluto sottolineare proprio quel traguardo storico. Dopo l'esperienza al Milan, la sua carriera agonistica proseguì toccando altre piazze, come Savona e Trento, prima di concludersi idealmente dove era iniziata, al Sestri Levante, chiudendo un cerchio perfetto.
La seconda vita in panchina e il legame con Casale
Appesi gli scarpini al chiodo, Baveni non abbandonò il rettangolo verde, intraprendendo con successo la professione di allenatore. La sua sagacia, maturata in anni da protagonista in campi di Serie A, trovò nuova espressione in panchina, dove guidò diverse formazioni. Tra queste, un capitolo particolare della sua storia di tecnico si scrisse a Casale Monferrato, dove diresse la squadra nerostellata in un periodo significativo, lasciando un'impronta tecnica e umana che la società e la città ricordano con profondo rispetto, come testimoniato dalle immediate espressioni di cordoglio giunte dalla società piemontese.




