Jennifer Lawrence a Cannes con "Die My Love": un’interpretazione intensa in un film che divide

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Jennifer Lawrence, che nel 2013 vinse l’Oscar per Il lato positivo, ha scelto negli ultimi anni di ridurre il ritmo delle sue apparizioni cinematografiche, preferendo progetti selezionati con cura, nei quali credere a fondo. Die My Love, presentato in concorso a Cannes, non fa eccezione: la trentatreenne attrice non solo ne è la protagonista, ma anche produttrice attraverso la sua casa di produzione, Excellent Cadaver. E se il film, diretto dalla scozzese Lynne Ramsay, ha diviso la critica per il suo approccio crudo e claustrofobico, una cosa è incontestabile: si tratta di una delle prove più intense della carriera di Lawrence.

Tratto dal romanzo di Ariana Harwicz, il film racconta il collasso psicologico di una donna travolta dal caos del post-partum, un tema scomodo e raramente esplorato con tale brutalità. Lawrence incarna il personaggio con una tensione costante, capace di trasmettere inquietudine anche nelle scene più quotidiane, che si tratti di una passeggiata con la carrozzina o del riordino ossessivo di una casa. «La maternità ti rende un’aliena», ha spiegato l’attrice durante l’incontro con la stampa, «ma i figli sono anche l’emozione più forte».

Accanto a lei, Robert Pattinson – anch’egli coinvolto in un ruolo complesso – completa un cast che Lynne Ramsay ha guidato con il suo stile inconfondibile, tra realismo e grottesco. Il risultato è un’opera disturbante, che non concede facili consolazioni e che, proprio per questo, ha acceso il dibattito tra chi la considera un capolavoro e chi la giudica eccessivamente destabilizzante.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.