Pubblicate le bozze dei modelli dichiarativi 2026: le novità per Iva, 730 e i settori specifici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate, come di consueto, ha reso pubbliche in data 19 dicembre le bozze dei modelli dichiarativi che dovranno essere utilizzati per l’anno d’imposta 2025, i quali – è bene ricordarlo – si presenteranno nel 2026. Una mossa che, offrendo agli operatori e ai professionisti un congruo anticipo per l’esame dei nuovi adempimenti, consente di prepararsi senza l’assillo dell’ultima ora, scongiurando così errori o omissioni dettati dalla fretta. Tra i documenti resi disponibili spicca, per una serie di integrazioni significative, il modello Iva 2026, il cui quadro VE e VJ accolgono ora le prestazioni di servizi rese alle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica per le quali è stata esercitata l’opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente.

Le novità del modello 730 e i redditi agevolati

Parallelamente, sul fronte della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, sono state pubblicate le bozze del modello 730, aggiornate per recepire tutte le modifiche fiscali intervenute nel corso dell’anno. Il documento, consultabile insieme alle relative istruzioni, raccoglie le variazioni riguardanti detrazioni, familiari a carico e i vari bonus, costituendo uno strumento prezioso per chi intende organizzare per tempo la propria dichiarazione. A completare il quadro dei modelli dichiarativi, si trovano anche i modelli Redditi, 770, Irap e la Certificazione unica, i cui contenuti sono ora al vaglio degli addetti ai lavori.

Focus sui comparti: regole per turismo e sanità

Le istruzioni allegate ai modelli, d’altra parte, dedicano sezioni ben definite a determinati settori economici, introducendo trattamenti agevolati che ne caratterizzeranno la tassazione. Per il comparto turistico e della ristorazione, ad esempio, sono previste norme specifiche per le mance, le quali verranno assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5% entro il limite del 30% del reddito e solo per i lavoratori il cui reddito del 2024 non abbia superato la soglia dei 75.000 euro. Sempre per il turismo, il lavoro notturno e quello straordinario festivo godranno di una tassazione agevolata al 15% per le prestazioni rese nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2025, mentre per il settore sanitario i compensi percepiti saranno soggetti a un’imposta sostitutiva, anch’essa fissata al 5%.

Il reverse charge per trasporti e logistica

Un intervento di particolare rilievo, che chiarisce una volta per tutte una questione a lungo dibattuta, proviene dalla circolare n. 14/E emanata il 18 dicembre 2025. Con questo provvedimento, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per disciplinare l’applicazione del regime transitorio opzionale di reverse charge alle prestazioni di servizi rese all’interno della filiera dell’autotrasporto e della logistica. L’obiettivo, come si evince dal testo, è duplice: da un lato, si mira a contrastare efficacemente i comportamenti irregolari in settori dove le catene di subfornitura sono particolarmente articolate e, quindi, potenzialmente opache; dall’altro, si intende fornire a operatori e uffici un set di indicazioni operative univoche, riducendo il rischio di interpretazioni difformi che in passato hanno generato non poche incertezze.

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