Meloni e Calenda uniti contro il M5S, mentre la premier difende la spesa militare
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, intervenendo al congresso nazionale di Azione, ha ribadito la propria vicinanza a Carlo Calenda, definendo «interessanti» i suoi spunti e concordando con le critiche rivolte al Movimento 5 Stelle. La premier, accolta da un applauso non particolarmente fragoroso, ha ascoltato il leader di Azione mentre questi attaccava senza mezzi termini Giuseppe Conte e i grillini, sostenendo che l’unico modo per relazionarsi con il M5S sia «cancellarlo».
Calenda, nel suo intervento, ha tracciato una linea netta, spiegando perché Azione non aderisca a un’ipotetica coalizione di «campo largo»: la presenza del Movimento 5 Stelle, con cui – a suo dire – ogni dialogo è impossibile. Non ha risparmiato neppure Matteo Salvini, definendolo «un Conte di destra», in riferimento alle recenti polemiche sulle dichiarazioni del leader leghista riguardo alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Meloni, da parte sua, ha colto l’occasione per difendere le scelte del governo in materia di difesa, sottolineando come gli investimenti militari siano «il prezzo della libertà», una posizione che – ha ricordato – sosteneva già da opposizione. Senza mezzi termini, ha criticato chi vorrebbe un’Europa priva di strumenti di difesa, paragonandola a una «comunità hippie», in un chiaro riferimento alle posizioni del M5S.




