Omicidio di Udine, Koufi confessa e resta il nodo del movente
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Redazione Interno
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L’omicidio di Udine ha avuto una svolta con la confessione di Mohamed Koufi, che ha ammesso di aver ucciso Abdellatif Bensefiyan, il sessantacinquenne di origine marocchina aggredito a morte venerdì sera in via Castions di Strada, nel quartiere Sant’Osvaldo. L’uomo, 32 anni, era stato fermato dai carabinieri del comando provinciale di Udine nel tardo pomeriggio di sabato alla stazione di Basiliano, dopo un’attività investigativa che aveva portato alla sua individuazione. La fuga è durata meno di 24 ore prima del ritrovamento e dell’arresto dell’accusato, considerato dagli investigatori il principale indiziato del delitto.
La confessione di Koufi e l’attesa per l’udienza
Mohamed Koufi ha dichiarato di essere responsabile dell’uccisione di Abdellatif Bensefiyan, conosciuto come Abdoul, e ora si trova in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo. La confessione è stata riferita dal suo avvocato difensore Martino Benzoni, dopo che l’uomo si è assunto la responsabilità dell’aggressione davanti alla pm Letizia Puppa. L’ammissione dell’omicidio chiarisce il ruolo dell’accusato nella vicenda, ma resta ancora da definire il motivo che avrebbe portato all’agguato contro il sessantacinquenne, fratello dell’ex compagna Layla.
Per Mohamed Koufi è previsto l’interrogatorio di garanzia nella casa circondariale di Udine, con la successiva valutazione sulla convalida del fermo da parte del gip. L’appuntamento è fissato per le 9 di martedì 8 settembre. La fase giudiziaria arriva dopo il fermo eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Udine, che hanno ricostruito gli spostamenti dell’uomo nelle ore successive all’omicidio. Gli accertamenti proseguono per chiarire tutti gli elementi ancora aperti, in particolare il movente della morte di Abdellatif Bensefiyan.
La famiglia di Abdellatif Bensefiyan riunita in preghiera
La notizia dell’arresto dell’accusato è stata accolta dalla famiglia della vittima con parole di sollievo e disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine. Allal En Naboussi, cognato di Abdellatif Bensefiyan, ha commentato il fermo spiegando che tutto è nelle mani degli investigatori e che la famiglia è pronta a essere chiamata per eventuali necessità. Nel frattempo, i parenti si sono riuniti per due giorni in preghiera per ricordare Abdoul, il nome con cui era conosciuto il sessantacinquenne.
Durante un momento di preghiera organizzato al Centro Misericordia e Solidarietà di via Marano Lagunare 31, alle spalle di Borgo Stazione, si sono vissuti anche attimi di apprensione. La sorella della vittima dell’omicidio di Sant’Osvaldo ha accusato un malore mentre era in corso la cerimonia dedicata al ricordo di Abdellatif Bensefiyan. La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Udine per alcuni accertamenti e si è ripresa in serata.
Le indagini sul movente dell’omicidio di Udine
Nonostante la confessione di Mohamed Koufi abbia indicato l’autore dell’aggressione mortale, gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire il movente dell’omicidio di Udine. L’uomo, che aveva fatto perdere le proprie tracce dopo il delitto, è stato rintracciato dai carabinieri del comando di Udine dopo una fuga durata meno di un giorno. La ricostruzione delle ore precedenti e successive all’uccisione di Abdellatif Bensefiyan resta al centro degli approfondimenti degli inquirenti.
L’accusato è ora chiamato a confrontarsi con la fase successiva del procedimento, mentre sono attesi anche gli accertamenti previsti nell’ambito dell’indagine. L’udienza di convalida del fermo rappresenta il prossimo passaggio giudiziario per Mohamed Koufi, accusato dell’omicidio del connazionale sessantacinquenne. La vicenda rimane quindi legata agli sviluppi dell’inchiesta, con l’attenzione concentrata sulla ricostruzione delle ragioni che hanno portato alla morte di Abdellatif Bensefiyan nel quartiere Sant’Osvaldo di Udine.
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