In arrivo nuove regole per i ciclisti: obbligo casco e marcia affiancata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La circolazione stradale italiana si prepara a un aggiornamento normativo che, se approvato, ridisegnerà le regole per milioni di ciclisti. La proposta di legge n. 2489, attualmente in esame alla Camera dei Deputati, rappresenta un tentativo organico di rispondere all'aumento degli incidenti, spesso tragici, che hanno coinvolto persone in bicicletta. L’iniziativa, che ha come primo firmatario il deputato di Forza Italia Roberto Pella, muove dalla considerazione dei ciclisti come utenti deboli della strada, puntando a una maggiore tutela della loro incolumità fisica attraverso dispositivi di protezione e a una più chiara definizione delle loro possibilità di movimento.

Il doppio obbligo del casco: sportivi e minorenni

Tra le disposizioni più concrete, si segnala l’introduzione di un obbligo di indossare il casco protettivo in due circostanze specifiche, mirate a proteggere le categorie percepite come più vulnerabili. La prima riguarda i ciclisti sportivi, identificabili dall’uso di calzature tecniche agganciate ai pedali; una scelta, questa, che cerca di delimitare un ambito d’intervento senza ricorrere a definizioni generiche. La seconda circostanza coinvolge invece tutti i minori di diciotto anni, sia quando conducono una bicicletta sia quando vengono trasportati come passeggeri. Questa misura, che molti ritenevano già vigente, punta a istituzionalizzare una pratica di cautela che dovrebbe essere ovvia, ma che spesso viene trascurata.

La questione spinosa della marcia affiancata

Altro pilastro della proposta è la modifica delle norme sulla marcia affiancata, da sempre fonte di tensioni tra automobilisti e ciclisti. L’attuale Codice della Strada, infatti, consente di pedalare in coppia solo all’interno dei centri abitati e a condizione che la situazione del traffico lo permetta, mentre lo vieta tassativamente sulle strade extraurbane, salvo il caso in cui si accompagni un minore. La nuova norma, superando una distinzione che molti ciclisti trovavano illogica e poco praticabile, estenderebbe la possibilità di marciare affiancati anche al di fuori dei contesti urbani. Una modifica non secondaria, che riconosce la bicicletta anche come mezzo per un’attività sportiva o ricreativa di gruppo, la cui sicurezza dipende proprio dalla maggiore visibilità garantita dalla posizione affiancata.

Dispositivi di illuminazione e quadro d'insieme

Completa il quadro delle novità l’obbligo di tenere sempre accesa la luce anteriore e posteriore, o di indossare elementi retroriflettenti, durante la marcia in condizioni di scarsa visibilità o di notte; una prescrizione che va a chiarire e rafforzare un obbligo già esistente, ma non sempre rispettato o controllato. Nel loro insieme, queste misure disegnano un approccio che cerca di conciliare esigenze diverse: la sicurezza personale, attraverso l’uso del casco, la sicurezza dinamica, con regole sulla posizione in strada che migliorano la percezione da parte degli automobilisti, e la prevenzione degli incidenti, con dispositivi luminosi sempre operativi. L’iter parlamentare dirà se questo tentativo di cucire un vestito normativo su misura per una mobilità in evoluzione troverà una concreta attuazione.

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