Opas Mps, l'Ivass dà il via libera a Intesa Sanpaolo sulle quote assicurative
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Un primo possibile ostacolo è stato superato: l'Ivass, l'istituto che vigila sulle assicurazioni, ha dato il via libera all'Offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi di Siena. L'autorizzazione, comunicata con una nota dalla banca guidata da Carlo Messina, riguarda le partecipazioni qualificate indirette che entrerebbero nel perimetro del gruppo milanese in caso di successo dell'operazione.
Le quote assicurative nel mirino
Nel dettaglio, il provvedimento dell'Ivass concerne la quota del 13,2% detenuta in Assicurazioni Generali, oltre alle partecipazioni nelle joint venture Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni, partnership avviate nel 2007 e in scadenza nell'ottobre 2027. Si tratta di un passaggio tutt'altro che scontato, considerando che Intesa, acquisendo Mps, entrerebbe indirettamente in possesso di un pacchetto rilevante nel Leone di Trieste, uno dei nodi più delicati dell'intera partita.
L'istruttoria Antitrust
Sul fronte della concorrenza, l'Antitrust ha avviato un'istruttoria sull'operazione, una verifica che la banca definisce «come è prassi e come atteso». L'Autorità guidata da Saverio Valentino dovrà valutare i possibili effetti dell'aggregazione in numerosi mercati bancari e assicurativi, su base sia locale che nazionale. Tra i temi sotto esame figurano anche i legami strutturali tra Intesa e Generali e i rischi connessi agli scambi di informazioni sensibili, in ragione del posizionamento rilevante dei due gruppi nei comparti vita e danni.
I prossimi passaggi autorizzativi
Il via libera dell'Ivass rappresenta formalmente il primo tassello autorizzativo di un iter che vede coinvolti, tra gli altri, la Banca Centrale Europea, la Banca d'Italia, la Consob, l'Antitrust e il governo sul fronte del golden power. L'autorizzazione dell'istituto di vigilanza assicurativa non equivale alla conclusione del percorso: come precisato dalla stessa banca, si tratta di un'autorizzazione preventiva che diventa rilevante solo in caso di perfezionamento dell'offerta su Rocca Salimbeni.
Il perimetro dell'operazione
L'Opas lanciata lo scorso 8 giugno da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni ordinarie di Mps è un'operazione da 30,6 miliardi di euro. Per ogni azione portata in adesione, il gruppo guidato da Carlo Messina riconoscerà 1,6 azioni ordinarie di nuova emissione e una componente in contanti pari a un euro, con un valore implicito di 10,091 euro per azione e un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale del titolo senese del 5 giugno. In caso di integrale adesione, Intesa acquisirebbe anche le quote in Axa Mps e la partecipazione in Mediobanca, che a sua volta detiene il 13,32% di Generali.
Le posizioni in campo
Nel documento dell'Antitrust si legge che, alla luce della presenza di diversi azionisti con peso rilevante e delle modalità di elezione del consiglio di amministrazione, è possibile escludere che Intesa Sanpaolo sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali nell'ipotesi di subentro nella partecipazione oggi detenuta da Mps tramite Mediobanca. La banca non avrebbe il potere di nominare in autonomia la maggioranza dei componenti del board del Leone attraverso il meccanismo del voto di lista.
Su questo fronte, i vertici di Axa hanno intanto chiarito che un'eventuale cessazione delle joint venture comporterebbe un calo del 2% degli utili nel settore Vita e Salute in Europa.
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